Maria, giovane donna
col cuore ancora innocente di bimba,
piccola ombra di fiore sbocciato,
dolcezza sotto lunghi capelli.
Un mesto desiderio di candore
e profonda nostalgia d’infinito,
a casa di Simone, un giorno,
ti prostrarono ai piedi di Gesù
a piangere lacrime di grazia
e sulla tua vita appassita
quel giorno si aprì il cielo.
Sul Calvario, poi, muta salisti
accanto alla Vergine a vederLo morire
fra due ladroni inchiodato alla croce.
Ma all’alba del terzo giorno,
con le mani fragranti ricolme
di balsami e mirre,
ultimo omaggio alla morte,
quando lo squillo di eternità
richiamò il Crocifisso alla Vita
e l’Angelo del Cielo
spezzò i sigilli della tenebra,
il Risorto ti folgorò chiamandoti:
«Maria!».
Per questa poesia Vittoria Rollè ha ricevuto la Targa con la piumetta d'oca
d'argento di Penna d'Autore, e l'Antologia
con le opere finaliste.