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ABRAMO
MARTINI è nato a Traversetolo (PR) il 9-9-1925. Scrive dal 6 gennaio
1960, e da allora ha composto oltre un milione e 400.000 poesie e più di
800 racconti in parte ancora inediti, sei libri editi più 130 inediti
pronti per la stampa. Se il dolore fisico gli sarà amico c'è da credere
che la sua opera avrà altri ciclopici traguardi. Per i suoi meriti
letterari nel 1981 è stato nominato Cavaliere della Repubblica Italiana.
Grazie alla poesia nel 1991 gli è stata conferita la Cittadinanza Onoraria
di Londra. Sue poesie e racconti sono inseriti in oltre 40 Antologie che
fanno bella mostra nel Paradiso insieme alle testimonianze dei vari premi
letterari.
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PRESENTAZIONE
Introdurre Abramo Martini è semplicemente spaventoso. Il Nostro ha varcato a
passi da orco il traguardo del milione di componimenti e tutt’oggi continua a
incidere fogli con la penna. Mi avessero chiesto un «jingle» per l’Otello, avrei
tremato meno. Ma tant’è! in fondo, si tratta solo di un bruscolino nella
pagnotta immane: trentatré poesie pescate nel marasma di una vita di sudati
inchiostri. Eppoi, trentatré è un numero per un certo verso confortevole,
rimanda alla sensazione della guancia ispida di un medico sulla nostra schiena
di bambini, in un giorno lontano di una febbre tutto sommato piacevole e buona,
perché piacevole e buono era il nido in cui la si consumava. Suggestione un po’
troppo folcloristica, mi si dirà; e non a torto, considerato che tra i diversi
amici medici con cui intreccio la mia vita di adulto l’uso diagnostico del
trentatré non mi pare poi così diffuso.
Ma ho altre frecce... Trentatré sono infatti gli arcinoti cittadini di Trento
che facevano ritorno nella propria città d’origine eccetera, non potendo che
trotterellare, i malnati, quando quasi tutto il resto del mondo, molto più
urbanamente e pronunciabilmente passeggia.
Un gioco, dunque, di parole e ancora di ricordi. E più indietro ancora ci sono
gli anni di Gesù, con quel loro senso di malinconico e sconfinato conforto, quel
suggerimento di libertà ineffabile che viene da un pensiero lontanissimo e, in
un tempo, familiare come pochi altri pensieri d’amore. E poi ci sono gli anni di
François Villon, il più grande poeta lirico di Francia, nato nell’anno in cui
morì Giovanna d’Arco, il cui nome è legato per sempre a quello d’Orléans, patria
del più grande tra i re poeti.
Se vogliamo, dunque, i conti si fan tornare sempre. Fatto è, tuttavia, che
troppo spesso le introduzioni ad opere di penna paiono bozze di propaganda al
testo, desolatamente improprie e quasi sempre inutili. Ma se l’inutilità non è
necessariamente né un torto né un male, posso vilmente ammettere di non esserne
sfuggito io stesso. Solo, mi è parso vano e irriverente destinare ad Abramo
Martini altro da un approccio familiare ad una micola di una produzione
sterminata. In quest’uomo, la cui vita dolente si conduce non distante dalla mia
da un numero non irrisorio d’anni, cresce l’attitudine pregiata ad ascoltare le
corde della vita, prima ancora che a farle risuonare con le proprie armi
stilografiche. Mi piace pensare che un tale senso di permeazione, se anche un
gruppo così sparuto di componimenti non saprà compiutamente dichiarare, il
corpus ponderoso dell’intera produzione martiniana non sbriciolerà.
Enrico Bruschi |
Al di là del 2000
Così come un canto appeso
al filo del tempo ti fa dire
e raccogliere miriadi
di pensieri, che tu porterai
al di là del Duemila e se
questo lo potrai raccontare
la luce illuminerà l’amore.
Sì, amore magica parola
che si fa amica e vera
perché sa entrare dentro
l’anima che è conquista
di quei canti che tu
hai legati alla poesia,
l’amica che ti vuole
artefice di quella luce,
che sa dare un vero senso
all’intimo gioco del tempo.
Per anni hai camminato
sulla carta amica e così
con te hai portato loro,
che legati al tuo paese
si sono vestiti di ricordi
e al suono delle campane
hanno fatto sì che tu
potessi scrivere pagine
più vere e dare un senso
al passato, al presente
per vedere lei nel futuro,
che ti aspetta con amore.
Al di là del 2000.
Osservare il presente
Dalla sua finestra
è sempre più preso
ad osservare il presente
che passa nella stradina
che porta al giardino,
appena oltre il tempo
della mirabile fantasia,
e così la sua opera è
come un felice canto.
Osservare il presente
e così dal cielo avrai
i suoi pensieri legati
alla luna mentre le stelle
illumineranno il poeta,
che come sua preghiera
si poserà sul suo cuore
mentre ascolta il silenzio
che ha nello spirito
e così forse domani.
Se la tua opera si
scontrerà col vento tu
potrai scoprire le foglie
del bosco che ballano
con l’aria mentre i fiori
profumeranno il presente,
così alla fine tu avrai
una nuova pagina di luce.
Quando la madre muore
- Ricordando mia madre -
Stringi la vita così
come una preghiera
detta piano a bassa voce,
verso Colui che sai
comanda il mondo
dandoci la vita e la morte.
Quando la madre muore
la nostra anima chiama
a raccolta la forza
del cuore mentre una luce
si spegne un canto
d’amore si fa tristezza.
Le lacrime scendono
inondano i ricordi
di noi umili figli,
le nostre spose sono con noi
a dividere l’immane dolore,
perché lei ci ha creati
con quell’amore,
che conquista il mondo.
Vorremmo urlare la serenità
che dona una madre,
vorremmo portare gli uomini
alla preghiera per superare
i momenti che distruggono
la nostra verità perché
ora siamo soli.
Poesia haiku
Quali i loro canti
e così la sua sente
che altri solo dopo.
Ora che tu sai come
e lui che lo pensa
lei si fa più amica.
Ora che la sua luce va
così chi lo sa ci pensa
perché il tutto è arte.
Sapeva che lui era
l’amante di Ardenia
la sua bella amica.
Un canto nello spirito
un pensiero nell’anima
e così una sua preghiera.
Tu puoi portare un fiore
coltivato nel suo giardino
così cercherai il perdono.
Come prima opera e lei
che aspetta quel canto
perché sia soltanto suo.
Quel suo paesaggio
che sente più amico
perché legato ai fiori.
A corsa finita
Ora che questo nuovo libro
può chiudere la sua ultima
pagina si può dire così
che a corsa finita si può
tornare nelle sue pagine,
e come spesso è successo
ognuno può così illudersi.
Sì, amici, ognuno può sentire
i suoni delle campane dei
vari paesi toccati durante
la corsa e può rivedere loro
che sono gli amici che oggi
sapendo di essere stati dal
poeta immortalati in queste
pagine sanno sorridere al
tempo legato alla poesia.
Anche tu sai che la luce saprà
illuminare la speranza e dopo
si farà più vera la visione
dei canti e così una tua ora
legata alla preghiera avrà
il sorriso del cielo e per te
sarà una nuova conquista che
leggerai a corsa finita.
Una Repubblica
- Il Rioscuro -
Quando penso a Lui il Rioscuro
si fanno presenti i ricordi di
quando io ero ancora ragazzo
o meglio per qualche fatto
particolare ancora bambino,
ma di questo vedrò di parlarne
in altro luogo e altre pagine.
Ma da giovane diciassettenne
ero già legato agli anziani
antifascisti del mio Paese ed
al Rioscuro c’era il covo in
Casa Possentini, il ramaio che
sapeva dare un senso a quella
democrazia che tanto amava
come amava la libertà e che la
voleva per tutto il popolo.
Finita la seconda guerra
mondiale, altri giovani si
sono distinti così formando
di quel gruppo di case una
Repubblica fondata sul gioco
dei canti, ma con i vari e
ben precisi ministeri, che il
tempo ha voluto far esplodere.
Io che sono fuori da questa
Repubblica solo materialmente
penso che potrei farne parte
del Senato legato alla cultura
e se ci sarà un posto libero...
La cinciallegra
La promessa del Maestro
di pittura Andrea Giaroli
nell’esaurire il proprio
compito si è fatto uccello,
tanto che tu oggi puoi
volare nella tua realtà
legata al mondo che sai
intimo con le parole.
La Cinciallegra un piccolo
uccellino che si fa amico
del poeta che ascolta
nel suo fine canto e così
la luce saprà illuminare
il tempo dell’arte.
Sì, perché l’opera dell’Artista
si fa più presente ora che
questa può legarsi a lei
sempre fusa coi canti e tu
che raccogli i suoi canti
fai entrare la Cinciallegra
nel settimo libro che
vedrà la fine opera come
un dono offerto in parte
dalla natura e dalla mano
felice del Maestro Giaroli.
Io lo stakanovista
Lo diceva l’amico U. Casu
lo diceva il Comm. Ricci,
lo diceva il Prof. Bezzi
che io già allora ero lo
Stakanovista della penna.
Ora posso confermarlo anch’io
e così dire se Dio mi aiuterà
a tener in vita il Dolore,
io Martini continuerò ad
essere di certo un vero
S T A K A N O V I S T A .
Sì signori posso proprio
dirlo che avendo amici così
sinceri come penna e carta,
io posso dimostrare e così
portare in scena racconti
e poesie, con una media
che resterà sconcertante.
Il tempo anche lui sempre
tra giorno e notte con vero
amore mi accompagna perché
io possa dire, sono e sarò
sempre lo Stakanovista che
usa la penna per difendersi
dal dolore, che lo segue
da oltre quarant’anni.
Se mi apri la strada
Adesso che tu sai come
e dove abita lei, ti chiedo
per favore portami dove sai
esiste l’amore che può
entrare dentro l’anima.
Se mi apri la strada io
potrò raggiungere lei che
sono certo mi sta aspettando
perché io possa portarla
sulla scena fusa coi canti.
Andare è come dare una parte
di te a chi sente di poter
donare la luce alla donna,
che solo così come visione
si farà più intima e amica.
Se mi apri la strada penso,
che avrò per te una ventata
di canti che so già legati
al tempo vestito d’amore.
Un giorno mi fermerò così
sulla strada dei sogni
avrò quella parte legata
alla musica e lei saprà dare
un senso alla poesia e avrà
come amico il tempo.
I figli del nostro tempo
Cammini sulle strade del mondo
ascolti le parole dei grandi,
porti sulla carta nuovi pensieri
che possano richiamare coloro
più responsabili della vita
per i figli del nostro tempo.
Il tuo scrivere non ha confini,
perché sai che la fame
non conosce nessuna latitudine
e quando a chiedere pane
sono i bambini, ti fermi e mediti
sui fabbricanti e acquirenti
di armi che sanno di morte.
Ogni continente ha i suoi figli
che muoiono di fame,
ogni popolo spera che quell’appello
possa essere ascoltato e capito
per poter salvare i bambini,
che chiedono poco,
per poter continuare a sperare
in un domani che sia di serenità
e di fraterna umanità in nome
della canzone chiamata vita.
Un giorno allora
Sì amici un giorno allora
di mezzo secolo fa e così
ora i ricordi si fanno veri
e lui che pensa lei presente
come quando tra i fiori di
un giardino coltivato
a giovani fanciulle era vita.
Strano quel giardino che
ancora porta i nomi che sono
presenti come la luce che
illumina il passato al punto,
al punto che se riappare Lei
la ragazza della tua collina,
che avrebbe voluto farti
visita in ospedale per dirti,
che era vivo il suo amore
per te, il suo vero uomo.
Ma come pensava lui che già
mancava da casa da oltre sei
mesi, quel giorno non avrebbe
avuto la visita di lei e così
da suo padre capì che la sua
ragazza non era più sua perché
tra un mese si sarebbe sposata,
sia pure senza amore ma sposa
e per lui solo una scatola di
confetti verdi di speranza.
Devi ricordarle
ALESSIA
Adesso come prima
è ancora la donna
che onora il volare.
AMEDEA
Presente nel cuore
che lega il tempo
alla sua fantasia.
ADRIANA
Con lei solo pensieri
che si vestono di ore
che parlano d’amore.
PATRIZIA
Lei è la ragazza
dell’Artista che scatta
illuminando il sole.
ERIKA
Tra i canti un fiore
e subito quel giardino
che la vuole più vera.
MAURIZIA
Da sempre è lei che
sa accendere i sogni
attraverso la realtà.
GIANNA
Lei quella fanciulla
che scende verso valle
col suo carico d’amore.
VALERIA
Come un canto lei
che ha vissuto lassù
sulla mia collina.
Vanno insieme
Ogni tre mesi loro
tengono la riunione
che dicono utile
per una famiglia che
veramente si rispetti.
Questa famiglia
tende a crescere
ogni volta che il poeta
incontra una nuova
figura femminile
o maschile non importa.
A riunione finita vanno
insieme per strade diverse
e pensano sempre
di trovarsi nel Paradiso
che è quello del poeta.
Sì perché i membri
di questa strana famiglia
sono le promesse che
sono state fatte proprio
al poeta stesso che scrive
per tutti e non chiede
mai niente a nessuno.
Questo resta il suo modo
di vivere ascoltare
e spesso perdonare chi
a lui è tanto diverso.
Altri canti
Nel cuore che sai
amico del tempo
altri canti fanno
la loro comparsa
nelle pagine che si
fondono con le parole,
mentre la luce
si apre al gioco
di una sua poesia.
Ci saranno tutti
e quando i preti
verranno come sempre
in passato, una volta
per una cresima, una
prima Comunione,
un matrimonio oppure
un funerale allora
il poeta sa che i suoi
canti verranno letti
in chiesa e forse
ascoltati e apprezzati.
Anche il piccolo libro
li avrà per le pagine
che già sente amiche
e che verranno lette
col piacere di sempre.
Il settimo libro
- Omaggio allo Scultore Piovani -
Il poeta stava scrivendo
e preparando la stesura
per il suo settimo libro,
che vedrà la luce prima
del Duemila e già pensava
di creare un’opera che fosse
veramente tale di fronte
al tempo che lascia il segno
nel cuore della luce che si
illumina ogni volta che nasce
una nuova pagina.
Stava scrivendo una pagina
per il suo Paese, quando proprio
da quel Paese è arrivato nel suo
Paradiso il fine scultore
o meglio l’Artista che ha voluto
onorare il poeta del Settimo
Libro, sotto forma di scultura,
un vero luminoso fine gioiello.
A completare l’opera c’è la penna
eterna, una brillante idea
che di certo può entrare dove pagina
dopo pagina si farà intima l’ora
e l’opera e qui il poeta Martini
sente che con quella penna può
scrivere solo amore per l’arte,
l’amica che sa entrare nel cuore
della poesia fusa con i canti.
Ora il Settimo Libro avrà questa
pagina che vuol essere un omaggio
allo Sculture che onora il Paese,
il Paradiso, proprio dove nascono
le pagine legate alla storia.
Solo pensando a Lei
Adesso tu vai così come
quello che dice che sarà
solo pensando a lei farà
quella parte che si dice
il tempo è veramente amico.
Ora tu vai come chi sa
e solo pensando a lei
aprirai il libro dei sogni
e così scoprirai l’ora di
un canto tanto che puoi
conoscere quell’amore,
che sai è una conquista.
Sì amici lui che sa come
nuotare nel mare dei suoi
pensieri e così la luce fa
la parte che si farà vera
come una pagina che sai
domani si vestirà
della sua luce e dopo lei
si sentirà di certo felice.
Ancora una pagina che avrà
mille colori e tutti come
una conquista del tempo
moderno sarà come la figura
di lei che conosce la luce
che illuminando l’amore
farà vera quella sua opera.
Tu una donna
Come lo vuole il tempo
quella luce che tu sai
illumina l’amore che da
sempre è in te ma oggi
si fa vera come l’opera
che conquista il mondo.
Io che ho sempre creduto
in te, oggi ti porterò
un fiore perché profumi
la tua nobile figura,
che da sempre è una musica
dalle più intime note
e così, tu una donna
che sa vivere tra i canti.
Come sempre il tempo
ti vuole amica sincera
di coloro che amano l’amore
come una pagina di quella
poesia, che ti porta
ad essere una musica Divina.
Tu una donna che veramente
meriti gli Auguri più sinceri
nel giorno della tua Festa
che con amore si rinnova
sempre ogni anno.
Due cancelli
Da anni due cancelli
chiudevano la recinzione
del parco dove al centro
fa bella mostra la villa
della signora che amava
da sempre l’amore.
Quando decisero di parlare
tra di loro lo fecero solo
per parlare degli amanti
quotidiani e notturni
della loro bella padrona.
Il più piccolo che veniva
detto privato era il più
pratico e qui lui sapeva
e conosceva quei signori
che sempre con delicatezza
veniva aperto da amico.
Il più grande disse al più
piccolo, amico pensa che
a me è successa una cosa
strana, mi hanno riempito
di fili e così ho poerduto
l’amicizia di coloro che
entrano e non ho più la
parola del guardiano che
è sempre stato un vero amico.
Sì, amico ed unico testimone
dell’amore della padrona, ma
io spero nella tua amicizia.
31 dicembre 1999
Già da qualche tempo
si vedono manifesti
pubblicitari con scritto
Tre X Due ma ancora
non ne ho visto uno che
porti la scritta Uno per Quattro
e questo Uno di certo è
il Trentuno Dicembre 1999.
Ed è qui che si presenta
l’Uno X Quattro perché questa
data è la fine del mese,
la fine dell’Anno, la fine
del Secolo e la fine del
Millennio e tu puoi aggiungere
la fine del tuo creare in poesia.
Sì, amici perché se il dolore
mi sarà amico per il tempo
che mi manca per arrivare
al Trentuno 12 Novantanove
io arriverò al Traguardo di
Un Milione e Cinquecentomila
poesie e allora dopo 40 anni
posso continuare a soffrire
senza mai più scrivere.
Da allora dovrò rivedere il
passato e così ritrovare le
varie branche della colossale
mia opera e sarà per me una
nuova conquista nel tempo.
Dipingeva la luce
Sta ammirando il quadro
appena scoperto come scena
tra natura e segreti
e tra sé dice, l’artista
ha saputo dipingere la luce
tanto che la sorgente
dei primi canti è esplosa
nella fusione di colori.
Cromatismo delicato e fiori
mari e montagne
con nevi eterne e lui
a portare sulla carta
una pagina di note verdiane.
Dipingeva la luce
come forza superiore e dopo
andare sulla collina
seminata a passato
legato alla sua storia.
Si fermerà e ascoltando
la voce dell’anima ha sentito
di poter entrare lassù
dove altri artisti cantano
canzoni spensierate
come forme di vita
nell’eleganza dei tempi
intimi alle nuove creazioni.
Se avrò un giorno
Nel mio continuo andare
tra miriadi di pensieri
se avrò un giorno
da poter vestire a festa
allora i canti avranno
la parte che spetta a chi
sa entrare dentro la poesia.
Parole e numeri entrano
così giorno dopo giorno
titolo dopo titolo
e si fondono insieme
per portarmi più lontano.
Se avrò un giorno
da poter legare al tempo
di quel luminoso traguardo
allora il tutto cambierà
perché io sarò il solo
ad aver raggiunto
quella meta che altri
credono sia impossibile.
Quando quel giornalista
aveva scritto la parola
MILIONE, sembrava fosse
la più grande esagerazione
dell’andare in poesia,
ma se avrò un giorno
potrò toccare quella verità.
Patrizia
Così come un fiore
appena sbocciato
nel giardino
legato alla poesia
si è fatta presente
Patrizia la fine
ragazza di Luca.
Tu hai ascoltato
il Suo nome e come
una sorpresa
lo hai fatto intimo
con i canti mentre
attraverso lo scatto
di quel brioso Maestro,
Lei potrà entrare
dove esiste l’amore.
Dire amore è dare
un senso alla donna,
che fa esplodere
nel cuore del tempo
la luce che accende
un pensiero che solo
domani si farà più vero
e più profondo.
Quando si è artisti
- Marco e Luca -
Adesso anch’io lo so
e sono certo che posso
dirlo o forse urlarlo
che quando si è Artisti
come lo sono Marco e Luca
nel campo della fotografia,
tu puoi esserne sicuro
che così la luce saprà
illuminare la Loro arte.
Quando si è Artisti si può
dare del tu alla fotografia,
che grazie agli Artisti
dello scatto anche tu
puoi far entrare Loro
dentro la tua poesia.
Il tempo, un pensiero
e tutta la Loro arte
che ti porta a dire
ora io posso stringere
tra le pieghe del gioco
quello da Loro creato
perché io scriva l’ora
di un segreto che è
di Marco e di Luca.
Omaggio alle barricate
- Oltretorrente 1922 -
In quell’Agosto
di quindici lustri fa
i fascisti volevano Parma
e la stessa Parma
non voleva i fascisti.
A tanti anni di distanza
scrivere una pagina
legata alla storia
è rivivere il tempo
delle Barricate.
Sì, questo è rendere
Omaggio a coloro
che antifascisti
hanno saputo dare un senso
a Lei la Libertà che già
allora era vestita
di quella democrazia,
che i parmigiani
tenevano in cuore come
le opere del Grande Maestro
e così per sempre.
Vediamoci ascoltando in TV
- P. Limiti - A. Gennari -
Sempre così ogni giorno
quasi fosse uno scherzo
voluto dal destino,
lui ascolta la felice
trasmissione di Limiti,
o meglio la simpatia che
onora la televisione
italiana quasi fosse
un gioco tra passato
e presente.
Con la Sua fine maestria
riporta sulla scena
gli amici che hanno
illuminato il passato
ed oggi sanno ancora
accendere la lampada d’amore,
quasi un risveglio che fa
bella la propria opera.
Vediamoci ascoltando in TV
e qui entra in scena
il fine poeta dicitore
Alessandro Gennari di certo
profondo in materia perché
Lui conosce tutti e Li porta
fino a te che da quasi
otto lustri vivi con lei
la poesia, che da sempre
nasce fusa col dolore
il vero grande amico,
che mi aiuta a vivere.
Dialogare con la poesia
- Omaggio a Paolo Limiti -
Spesso le volte che è solo
dentro il Paradiso e così
i pensieri, i ricordi
si rincorrono e lui pensa
a come ieri ha passato
ascoltando quel Signore,
che fa spettacolo col Suo
Vediamoci in TV.
Mentre guarda la televisione
tiene sul suo tavolino
parte dei suoi libri e così
ogni tanto dialoga con lei
sì, con la poesia e intanto
ammira il Collezionista
di cravatte e di canzoni
e Questi è Lui il Presentatore.
Dialogare con la poesia
è ritornare dove la luce
si fa più brillante quando
il Gennari la fa esplodere
coi nomi del passato,
del presente e di sempre,
perché come il poeta
Lui dialoga coi versi,
che ci dona perché insieme
a Limiti dialogano con la poesia
portando a noi veri canti
d’amore nella vita dei giorni.
Ho amato un fiore
Come una manciata di pensieri
tenuti dentro il cassetto
del tempo mi appare sempre lei
di quando la chiamavo col suo
fine nome, che sapeva di dolcezza.
Ora facendo uscire quei pensieri
posso dire ho amato un fiore
proprio quello che oltre
quarant’anni prima profumava
il tempo che sfiorava la luce.
Penso sia bello ritornare dentro
il passato ritrovare quei canti
e vestirli di quella simpatia
che lei ha sempre avuto e solo
per questo ora dico con sincerità
che ho amato un fiore.
Alcuni giorni fa andando
a far visita al condominio
del mio Paese mi sono fermato
davanti alla tomba dei suoi
genitori, ho parlato con loro
e sono certo che mi hanno
sentito e così hanno capito
come già allora che ho amato
un fiore e che quel fiore è ora
e più che mai presente.
Non vorrei che lei ora dovesse
giudicarmi pazzo, ma come sempre
quello di allora è nella luce.
Argomenti per un racconto
Tra i tanti casi e argomenti
che ti servono per un racconto
è proprio di ieri un incontro
che sembrava essere impossibile
Andrea era fermò davanti ad una
vetrina del centro stava leggendo
una locandina per una mostra
di pittura, quando dietro di lui
una voce di donna gli disse,
«Ami più i quadri o le donne?»
Andrea si girò sorpreso di vedere
la ragazza che lui diceva ancora
del Rosario, sì perché lei come
Gina ogni sera dopo il Rosario
davanti alla piccola Maestà si
trovavano nella piccola stradina.
Tu sai bene che la tua grazia
nella domanda non avrà risposta,
ma soltanto un invito, soltanto
per rinnovare quel linguaggio
che tu ben conosci o almeno io
penso che tu lo ricordi ancora.
Rosalba, rispose sì hai ragione
lo ricordo benissimo e ti dirò
di più negli ultimi sei lustri
non ho più avuto il piacere che
tu solo hai saputo darmi ed oggi
se lo vuoi sono ancora libera
per almeno due ore, Andrea senza
dire una sola parola la prese
per mano andando verso la luce.
Ora tu sei il caso
Stando a quello che scrivono
i responsabili delle riviste
culturali ora tu sei il caso
sì, amici il caso letterario
unico al mondo, io so che per te
non è una novità perché già a
Centomila poesie tu eri il caso
italiano, ed ora a Un Milione
e 400 mila tu sei il caso unico
al mondo e non è poco!
Ma tu sai anche che in te non
cambia niente, anzi ti stimola
e ti aiuta perché tu possa così
arrivare al 2000 con un altro
luminoso traguardo e questo di
certo sarà il più presente nel
cuore del tempo, che fuso col
mondo delle parole ti porterà
a conoscere quella luce che sai
illuminerà il tuo essere poeta
unico nel cuore della storia.
Andare e scoprire che tu puoi
far parlare quelli che stanno
dalla parte che può far dire
e scrivere pagine su pagine
per il poeta che porterà lassù
il suo creare nel campo amico
che forse domani avrà fluenti
parole per chi crede al caso.
I ricordi vivono
Ora che li hai vestiti
di terrena luce tu sai
che i ricordi vivono e lo
faranno sempre ogni volta
che tua sarà l’anima loro
tanto che in questi giorni
hanno avuto la vera storia.
In questa seconda decade
ci sono dentro tante cose
primo un rastrellamento da
parte dei nazifascisti e tu
in loro mai senza un aiuto,
la figura di mio padre col
suo rifugio per dare una mano
ai ribelli di allora, che già
speravano nella libertà.
Trentadue anni dopo il vuoto
dentro l’anima perché lei mia
madre mi ha lasciato per sempre
ed ora io ne scrivo i ricordi
attraverso quella poesia che
lei purtroppo non ha mai
potuto leggere, perché i suoi
studi non sono nemmeno partiti.
I ricordi vivono e lui pensa
che sia questa pagina che tu
ora conosci e che domani tu
farai rivivere nel presente.
Tra macinini
Alcuni macinini in disuso
parlavano tra di loro,
il più vecchio guardava
quelli più moderni che
andavano senza l’aiuto
dell’uomo e rivolto
ai più giovani amici
diceva, guardate come
noi siamo ammirati e così
da quassù noi possiamo
dominare i tempi.
Nessuno dei presenti
rispose perché insieme
aspettavano che fosse
Don Carlos a prendere
per tutti la parola,
ma Lui prima di farlo
con uno sguardo fraterno
li abbracciò dicendo,
«Amici noi siamo proprio
e sicuramente fortunati».
Sì, perché dove il caffè
è e sarà sempre El Major
avremo sempre chi ci stima
ed avremo chi ci ammira.
Mio caro risposero in coro
ma allora noi siamo storia!
Nella preghiera
Spesse volte è preso dalle
varie offese e umiliazioni
delle promesse non mantenute
e lui per salvarsi e così
per non piangere si rifugia
sempre nella preghiera;
l’unica vera luce che lo
illumina e gli procura il
perdono per le persone che
lo hanno scordato.
Deve un grazie a Dio che lo
aiuta a superare i momenti
nei quali i pensieri sanno
prendere la via della sua
tristezza, che da sempre
veste la malinconia mentre
si fanno presenti loro che
fino a ieri sembravano veri
amici e subito dopo il crollo.
Ma lui va e spera che questi
possano ricordare lui che è
sempre stato legato all’onestà
e la tiene come porta aperta
alla luce, perché questa è
come l’amore nella preghiera
che ora è più sua.
Quando verrà il Duemila
Ogni tanto ci penso a quando
verrà il Duemila e se sarò
ancora vivo il numero si farà
amico del tempo e della luce
che illuminerà l’amore vestito
di poesia e di quei racconti
che si faranno più veri.
Insieme al 2000 entreranno in
pista altri contestatori nei
miei confronti, ma anche loro
se dopo o anche prima verranno
a far visita al Paradiso sono
certo che si romperanno le corna
di fronte a quella montagna di
blocchi e di varie agende.
Appena il Duemila si presenterà
sulla scena tu potrai cantare
quella fine canzone che si farà
amica del settimo libro che tu
già vedi tra i tuoi gioielli.
Io lo so o almeno lo spero di
avere degli amici che sapranno
valutare la mia ciclopica opera
e allora potrò superare quegli
ostacoli formato eredi che poco
hanno capito il poeta del secolo.
Il tempo dell'amicizia
- Dr. Enrico -
Vorrei stringere il tempo
vestito delle note che sai
possono farsi musica e così
raccogliendo fiori dal suo
giardino sa che può portare
il loro profumo sulla scena
il tempo dell’amicizia.
I ricordi del passato ed i
pensieri legati al presente
si rincorrono con la fiducia
di riuscire a trovare il gioco
amico delle parole che sanno
come si può vestire la poesia.
Ora tu vai verso la collina
che fa parte della tua terra
cerchi le persone che possono
farti sentire come in passato
proprio quando ti fermavi
ad ascoltare le tue campane
un vero risveglio d’amore.
Ora avendo trovato lui che sai
fine Maestro dicitore di poesia
e come sempre vestito di lei
quella simpatia, che sa dare
luce ai canti mentre veste
il tempo dell’amicizia.
- LIBRI PUBBLICATI -

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