ABRAMO MARTINI è nato a Traversetolo (PR) il 9-9-1925. Scrive dal 6 gennaio 1960, e da allora ha composto oltre un milione e 400.000 poesie e più di 800 racconti in parte ancora inediti, sei libri editi più 130 inediti pronti per la stampa. Se il dolore fisico gli sarà amico c'è da credere che la sua opera avrà altri ciclopici traguardi. Per i suoi meriti letterari nel 1981 è stato nominato Cavaliere della Repubblica Italiana. Grazie alla poesia nel 1991 gli è stata conferita la Cittadinanza Onoraria di Londra. Sue poesie e racconti sono inseriti in oltre 40 Antologie che fanno bella mostra nel Paradiso insieme alle testimonianze dei vari premi letterari.

    PRESENTAZIONE

    Introdurre Abramo Martini è semplicemente spaventoso. Il Nostro ha varcato a passi da orco il traguardo del milione di componimenti e tutt’oggi continua a incidere fogli con la penna. Mi avessero chiesto un «jingle» per l’Otello, avrei tremato meno. Ma tant’è! in fondo, si tratta solo di un bruscolino nella pagnotta immane: trentatré poesie pescate nel marasma di una vita di sudati inchiostri. Eppoi, trentatré è un numero per un certo verso confortevole, rimanda alla sensazione della guancia ispida di un medico sulla nostra schiena di bambini, in un giorno lontano di una febbre tutto sommato piacevole e buona, perché piacevole e buono era il nido in cui la si consumava. Suggestione un po’ troppo folcloristica, mi si dirà; e non a torto, considerato che tra i diversi amici medici con cui intreccio la mia vita di adulto l’uso diagnostico del trentatré non mi pare poi così diffuso.
    Ma ho altre frecce... Trentatré sono infatti gli arcinoti cittadini di Trento che facevano ritorno nella propria città d’origine eccetera, non potendo che trotterellare, i malnati, quando quasi tutto il resto del mondo, molto più urbanamente e pronunciabilmente passeggia.
    Un gioco, dunque, di parole e ancora di ricordi. E più indietro ancora ci sono gli anni di Gesù, con quel loro senso di malinconico e sconfinato conforto, quel suggerimento di libertà ineffabile che viene da un pensiero lontanissimo e, in un tempo, familiare come pochi altri pensieri d’amore. E poi ci sono gli anni di François Villon, il più grande poeta lirico di Francia, nato nell’anno in cui morì Giovanna d’Arco, il cui nome è legato per sempre a quello d’Orléans, patria del più grande tra i re poeti.
    Se vogliamo, dunque, i conti si fan tornare sempre. Fatto è, tuttavia, che troppo spesso le introduzioni ad opere di penna paiono bozze di propaganda al testo, desolatamente improprie e quasi sempre inutili. Ma se l’inutilità non è necessariamente né un torto né un male, posso vilmente ammettere di non esserne sfuggito io stesso. Solo, mi è parso vano e irriverente destinare ad Abramo Martini altro da un approccio familiare ad una micola di una produzione sterminata. In quest’uomo, la cui vita dolente si conduce non distante dalla mia da un numero non irrisorio d’anni, cresce l’attitudine pregiata ad ascoltare le corde della vita, prima ancora che a farle risuonare con le proprie armi stilografiche. Mi piace pensare che un tale senso di permeazione, se anche un gruppo così sparuto di componimenti non saprà compiutamente dichiarare, il corpus ponderoso dell’intera produzione martiniana non sbriciolerà.

    Enrico Bruschi

        Al di là del 2000
        Così come un canto appeso
        al filo del tempo ti fa dire
        e raccogliere miriadi 
        di pensieri, che tu porterai
        al di là del Duemila e se
        questo lo potrai raccontare
        la luce illuminerà l’amore.
        
        Sì, amore magica parola
        che si fa amica e vera
        perché sa entrare dentro
        l’anima che è conquista
        di quei canti che tu
        hai legati alla poesia,
        l’amica che ti vuole
        artefice di quella luce,
        che sa dare un vero senso
        all’intimo gioco del tempo.
        
        Per anni hai camminato
        sulla carta amica e così
        con te hai portato loro,
        che legati al tuo paese
        si sono vestiti di ricordi
        e al suono delle campane
        hanno fatto sì che tu
        potessi scrivere pagine
        più vere e dare un senso
        al passato, al presente
        per vedere lei nel futuro,
        che ti aspetta con amore.
        Al di là del 2000.
        
        
        Osservare il presente 
        Dalla sua finestra
        è sempre più preso
        ad osservare il presente
        che passa nella stradina
        che porta al giardino,
        appena oltre il tempo
        della mirabile fantasia,
        e così la sua opera è
        come un felice canto.
        
        Osservare il presente
        e così dal cielo avrai
        i suoi pensieri legati
        alla luna mentre le stelle
        illumineranno il poeta,
        che come sua preghiera
        si poserà sul suo cuore
        mentre ascolta il silenzio
        che ha nello spirito
        e così forse domani.
        
        Se la tua opera si 
        scontrerà col vento tu
        potrai scoprire le foglie
        del bosco che ballano
        con l’aria mentre i fiori
        profumeranno il presente,
        così alla fine tu avrai
        una nuova pagina di luce.
        
        
        Quando la madre muore 
        - Ricordando mia madre -
        
        Stringi la vita così
        come una preghiera
        detta piano a bassa voce,
        verso Colui che sai
        comanda il mondo
        dandoci la vita e la morte.
        
        Quando la madre muore
        la nostra anima chiama
        a raccolta la forza
        del cuore mentre una luce
        si spegne un canto
        d’amore si fa tristezza.
        
        Le lacrime scendono
        inondano i ricordi
        di noi umili figli,
        le nostre spose sono con noi
        a dividere l’immane dolore,
        perché lei ci ha creati
        con quell’amore,
        che conquista il mondo.
        
        Vorremmo urlare la serenità
        che dona una madre,
        vorremmo portare gli uomini
        alla preghiera per superare
        i momenti che distruggono
        la nostra verità perché
        ora siamo soli.
        
        
        Poesia haiku 
        Quali i loro canti
        e così la sua sente
        che altri solo dopo.
        
        Ora che tu sai come
        e lui che lo pensa
        lei si fa più amica.
        
        Ora che la sua luce va
        così chi lo sa ci pensa
        perché il tutto è arte.
        
        Sapeva che lui era
        l’amante di Ardenia
        la sua bella amica.
        
        Un canto nello spirito
        un pensiero nell’anima
        e così una sua preghiera.
        
        Tu puoi portare un fiore
        coltivato nel suo giardino
        così cercherai il perdono.
        
        Come prima opera e lei
        che aspetta quel canto
        perché sia soltanto suo.
        
        Quel suo paesaggio
        che sente più amico
        perché legato ai fiori.
        
        
        
        A corsa finita 
        Ora che questo nuovo libro
        può chiudere la sua ultima
        pagina si può dire così
        che a corsa finita si può
        tornare nelle sue pagine,
        e come spesso è successo
        ognuno può così illudersi.
        
        Sì, amici, ognuno può sentire
        i suoni delle campane dei
        vari paesi toccati durante
        la corsa e può rivedere loro
        che sono gli amici che oggi
        sapendo di essere stati dal
        poeta immortalati in queste
        pagine sanno sorridere al
        tempo legato alla poesia.
        
        Anche tu sai che la luce saprà
        illuminare la speranza e dopo
        si farà più vera la visione
        dei canti e così una tua ora
        legata alla preghiera avrà
        il sorriso del cielo e per te
        sarà una nuova conquista che
        leggerai a corsa finita.
        
        
        
        
        
        
        Una Repubblica
        - Il Rioscuro -
        
        Quando penso a Lui il Rioscuro
        si fanno presenti i ricordi di
        quando io ero ancora ragazzo
        o meglio per qualche fatto
        particolare ancora bambino,
        ma di questo vedrò di parlarne
        in altro luogo e altre pagine.
        
        Ma da giovane diciassettenne
        ero già legato agli anziani
        antifascisti del mio Paese ed
        al Rioscuro c’era il covo in
        Casa Possentini, il ramaio che
        sapeva dare un senso a quella
        democrazia che tanto amava
        come amava la libertà e che la
        voleva per tutto il popolo.
        
        Finita la seconda guerra
        mondiale, altri giovani si
        sono distinti così formando
        di quel gruppo di case una
        Repubblica fondata sul gioco
        dei canti, ma con i vari e
        ben precisi ministeri, che il
        tempo ha voluto far esplodere.
        
        Io che sono fuori da questa
        Repubblica solo materialmente
        penso che potrei farne parte
        del Senato legato alla cultura
        e se ci sarà un posto libero...
        
        
         
        La cinciallegra 
        La promessa del Maestro
        di pittura Andrea Giaroli
        nell’esaurire il proprio
        compito si è fatto uccello,
        tanto che tu oggi puoi
        volare nella tua realtà
        legata al mondo che sai
        intimo con le parole.
        
        La Cinciallegra un piccolo
        uccellino che si fa amico
        del poeta che ascolta
        nel suo fine canto e così
        la luce saprà illuminare
        il tempo dell’arte.
        
        Sì, perché l’opera dell’Artista
        si fa più presente ora che
        questa può legarsi a lei
        sempre fusa coi canti e tu
        che raccogli i suoi canti
        fai entrare la Cinciallegra
        nel settimo libro che
        vedrà la fine opera come
        un dono offerto in parte
        dalla natura e dalla mano
        felice del Maestro Giaroli.
        
        
        
        
        
        
        Io lo stakanovista 
        Lo diceva l’amico U. Casu
        lo diceva il Comm. Ricci,
        lo diceva il Prof. Bezzi
        che io già allora ero lo
        Stakanovista della penna.
        
        Ora posso confermarlo anch’io
        e così dire se Dio mi aiuterà
        a tener in vita il Dolore,
        io Martini continuerò ad
        essere di certo un vero
        S T A K A N O V I S T A .
        
        Sì signori posso proprio
        dirlo che avendo amici così
        sinceri come penna e carta,
        io posso dimostrare e così
        portare in scena racconti
        e poesie, con una media
        che resterà sconcertante.
        
        Il tempo anche lui sempre
        tra giorno e notte con vero
        amore mi accompagna perché
        io possa dire, sono e sarò
        sempre lo Stakanovista che
        usa la penna per difendersi
        dal dolore, che lo segue
        da oltre quarant’anni.
        
        
        
        
        Se mi apri la strada 
        Adesso che tu sai come
        e dove abita lei, ti chiedo
        per favore portami dove sai
        esiste l’amore che può
        entrare dentro l’anima.
        
        Se mi apri la strada io
        potrò raggiungere lei che
        sono certo mi sta aspettando
        perché io possa portarla
        sulla scena fusa coi canti.
        
        Andare è come dare una parte
        di te a chi sente di poter
        donare la luce alla donna,
        che solo così come visione
        si farà più intima e amica.
        
        Se mi apri la strada penso,
        che avrò per te una ventata
        di canti che so già legati
        al tempo vestito d’amore.
        
        Un giorno mi fermerò così
        sulla strada dei sogni
        avrò quella parte legata
        alla musica e lei saprà dare
        un senso alla poesia e avrà
        come amico il tempo.
        
        
        
        
        I figli del nostro tempo 
        Cammini sulle strade del mondo
        ascolti le parole dei grandi,
        porti sulla carta nuovi pensieri
        che possano richiamare coloro
        più responsabili della vita
        per i figli del nostro tempo.
        Il tuo scrivere non ha confini,
        perché sai che la fame
        non conosce nessuna latitudine
        e quando a chiedere pane
        sono i bambini, ti fermi e mediti
        sui fabbricanti e acquirenti
        di armi che sanno di morte.
        Ogni continente ha i suoi figli
        che muoiono di fame,
        ogni popolo spera che quell’appello
        possa essere ascoltato e capito
        per poter salvare i bambini,
        che chiedono poco,
        per poter continuare a sperare
        in un domani che sia di serenità
        e di fraterna umanità in nome
        della canzone chiamata vita.
        
        
        
        
        
        Un giorno allora 
        Sì amici un giorno allora
        di mezzo secolo fa e così
        ora i ricordi si fanno veri
        e lui che pensa lei presente
        come quando tra i fiori di
        un giardino coltivato
        a giovani fanciulle era vita.
        
        Strano quel giardino che
        ancora porta i nomi che sono
        presenti come la luce che
        illumina il passato al punto,
        al punto che se riappare Lei
        la ragazza della tua collina,
        che avrebbe voluto farti
        visita in ospedale per dirti,
        che era vivo il suo amore
        per te, il suo vero uomo.
        
        Ma come pensava lui che già
        mancava da casa da oltre sei
        mesi, quel giorno non avrebbe
        avuto la visita di lei e così
        da suo padre capì che la sua
        ragazza non era più sua perché
        tra un mese si sarebbe sposata,
        sia pure senza amore ma sposa
        e per lui solo una scatola di
        confetti verdi di speranza.
        
        
        
        
        Devi ricordarle 
        ALESSIA
        Adesso come prima
        è ancora la donna
        che onora il volare.
        AMEDEA
        Presente nel cuore
        che lega il tempo
        alla sua fantasia.
        ADRIANA
        Con lei solo pensieri
        che si vestono di ore
        che parlano d’amore.
        PATRIZIA
        Lei è la ragazza
        dell’Artista che scatta
        illuminando il sole.
        ERIKA
        Tra i canti un fiore
        e subito quel giardino
        che la vuole più vera.
        MAURIZIA
        Da sempre è lei che
        sa accendere i sogni
        attraverso la realtà.
        GIANNA
        Lei quella fanciulla
        che scende verso valle
        col suo carico d’amore.
        VALERIA
        Come un canto lei
        che ha vissuto lassù
        sulla mia collina.
        
        
        
        Vanno insieme 
        Ogni tre mesi loro
        tengono la riunione
        che dicono utile
        per una famiglia che
        veramente si rispetti.
        
        Questa famiglia
        tende a crescere
        ogni volta che il poeta
        incontra una nuova
        figura femminile
        o maschile non importa.
        
        A riunione finita vanno
        insieme per strade diverse
        e pensano sempre
        di trovarsi nel Paradiso
        che è quello del poeta.
        
        Sì perché i membri
        di questa strana famiglia
        sono le promesse che
        sono state fatte proprio
        al poeta stesso che scrive
        per tutti e non chiede
        mai niente a nessuno.
        
        Questo resta il suo modo
        di vivere ascoltare
        e spesso perdonare chi
        a lui è tanto diverso.
        
        
        
        
        Altri canti 
        Nel cuore che sai
        amico del tempo
        altri canti fanno
        la loro comparsa
        nelle pagine che si
        fondono con le parole,
        mentre la luce
        si apre al gioco
        di una sua poesia.
        
        Ci saranno tutti
        e quando i preti
        verranno come sempre
        in passato, una volta
        per una cresima, una
        prima Comunione,
        un matrimonio oppure
        un funerale allora
        il poeta sa che i suoi
        canti verranno letti
        in chiesa e forse
        ascoltati e apprezzati.
        
        Anche il piccolo libro
        li avrà per le pagine
        che già sente amiche
        e che verranno lette
        col piacere di sempre.
        
        
        
        
        Il settimo libro 
        - Omaggio allo Scultore Piovani -
        
        Il poeta stava scrivendo
        e preparando la stesura
        per il suo settimo libro,
        che vedrà la luce prima
        del Duemila e già pensava
        di creare un’opera che fosse
        veramente tale di fronte
        al tempo che lascia il segno
        nel cuore della luce che si
        illumina ogni volta che nasce
        una nuova pagina.
        Stava scrivendo una pagina
        per il suo Paese, quando proprio
        da quel Paese è arrivato nel suo
        Paradiso il fine scultore
        o meglio l’Artista che ha voluto
        onorare il poeta del Settimo
        Libro, sotto forma di scultura,
        un vero luminoso fine gioiello.
        A completare l’opera c’è la penna
        eterna, una brillante idea 
        che di certo può entrare dove pagina
        dopo pagina si farà intima l’ora
        e l’opera e qui il poeta Martini
        sente che con quella penna può
        scrivere solo amore per l’arte,
        l’amica che sa entrare nel cuore
        della poesia fusa con i canti.
        Ora il Settimo Libro avrà questa
        pagina che vuol essere un omaggio
        allo Sculture che onora il Paese,
        il Paradiso, proprio dove nascono
        le pagine legate alla storia.
        
        
         
        Solo pensando a Lei 
        Adesso tu vai così come
        quello che dice che sarà
        solo pensando a lei farà
        quella parte che si dice
        il tempo è veramente amico.
        
        Ora tu vai come chi sa
        e solo pensando a lei
        aprirai il libro dei sogni
        e così scoprirai l’ora di 
        un canto tanto che puoi
        conoscere quell’amore,
        che sai è una conquista.
        
        Sì amici lui che sa come
        nuotare nel mare dei suoi
        pensieri e così la luce fa
        la parte che si farà vera
        come una pagina che sai
        domani si vestirà
        della sua luce e dopo lei
        si sentirà di certo felice.
        
        Ancora una pagina che avrà
        mille colori e tutti come
        una conquista del tempo
        moderno sarà come la figura
        di lei che conosce la luce
        che illuminando l’amore
        farà vera quella sua opera.
        
        
        
        
        Tu una donna 
        Come lo vuole il tempo
        quella luce che tu sai
        illumina l’amore che da
        sempre è in te ma oggi
        si fa vera come l’opera
        che conquista il mondo.
        
        Io che ho sempre creduto
        in te, oggi ti porterò
        un fiore perché profumi
        la tua nobile figura,
        che da sempre è una musica
        dalle più intime note
        e così, tu una donna
        che sa vivere tra i canti.
        
        Come sempre il tempo
        ti vuole amica sincera
        di coloro che amano l’amore
        come una pagina di quella
        poesia, che ti porta
        ad essere una musica Divina.
        
        Tu una donna che veramente
        meriti gli Auguri più sinceri
        nel giorno della tua Festa
        che con amore si rinnova
        sempre ogni anno.
        
        
        
        
        
        Due cancelli 
        Da anni due cancelli
        chiudevano la recinzione
        del parco dove al centro
        fa bella mostra la villa
        della signora che amava
        da sempre l’amore.
        
        Quando decisero di parlare
        tra di loro lo fecero solo
        per parlare degli amanti
        quotidiani e notturni
        della loro bella padrona.
        
        Il più piccolo che veniva
        detto privato era il più 
        pratico e qui lui sapeva
        e conosceva quei signori
        che sempre con delicatezza
        veniva aperto da amico.
        
        Il più grande disse al più
        piccolo, amico pensa che 
        a me è successa una cosa
        strana, mi hanno riempito
        di fili e così ho poerduto
        l’amicizia di coloro che
        entrano e non ho più la
        parola del guardiano che
        è sempre stato un vero amico.
        
        Sì, amico ed unico testimone
        dell’amore della padrona, ma
        io spero nella tua amicizia.
        
        
         
        31 dicembre 1999 
        Già da qualche tempo
        si vedono manifesti
        pubblicitari con scritto
        Tre X Due ma ancora
        non ne ho visto uno che
        porti la scritta Uno per Quattro
        e questo Uno di certo è
        il Trentuno Dicembre 1999.
        
        Ed è qui che si presenta
        l’Uno X Quattro perché questa
        data è la fine del mese,
        la fine dell’Anno, la fine
        del Secolo e la fine del
        Millennio e tu puoi aggiungere
        la fine del tuo creare in poesia.
        
        Sì, amici perché se il dolore
        mi sarà amico per il tempo
        che mi manca per arrivare
        al Trentuno 12 Novantanove
        io arriverò al Traguardo di
        Un Milione e Cinquecentomila
        poesie e allora dopo 40 anni
        posso continuare a soffrire
        senza mai più scrivere.
        
        Da allora dovrò rivedere il
        passato e così ritrovare le
        varie branche della colossale
        mia opera e sarà per me una
        nuova conquista nel tempo.
        
        
        
        Dipingeva la luce 
        Sta ammirando il quadro
        appena scoperto come scena
        tra natura e segreti
        e tra sé dice, l’artista
        ha saputo dipingere la luce
        tanto che la sorgente
        dei primi canti è esplosa
        nella fusione di colori.
        
        Cromatismo delicato e fiori
        mari e montagne
        con nevi eterne e lui
        a portare sulla carta
        una pagina di note verdiane.
        
        Dipingeva la luce
        come forza superiore e dopo
        andare sulla collina
        seminata a passato
        legato alla sua storia.
        
        Si fermerà e ascoltando
        la voce dell’anima ha sentito
        di poter entrare lassù
        dove altri artisti cantano
        canzoni spensierate
        come forme di vita
        nell’eleganza dei tempi
        intimi alle nuove creazioni.
        
        
        
        
        Se avrò un giorno 
        Nel mio continuo andare
        tra miriadi di pensieri
        se avrò un giorno
        da poter vestire a festa
        allora i canti avranno
        la parte che spetta a chi
        sa entrare dentro la poesia.
        
        Parole e numeri entrano
        così giorno dopo giorno
        titolo dopo titolo
        e si fondono insieme
        per portarmi più lontano.
        
        Se avrò un giorno
        da poter legare al tempo
        di quel luminoso traguardo
        allora il tutto cambierà
        perché io sarò il solo
        ad aver raggiunto
        quella meta che altri
        credono sia impossibile.
        
        Quando quel giornalista
        aveva scritto la parola
        MILIONE, sembrava fosse
        la più grande esagerazione
        dell’andare in poesia,
        ma se avrò un giorno
        potrò toccare quella verità.
        
        
        
        
        Patrizia 
        Così come un fiore
        appena sbocciato
        nel giardino
        legato alla poesia
        si è fatta presente
        Patrizia la fine
        ragazza di Luca.
        
        Tu hai ascoltato
        il Suo nome e come
        una sorpresa
        lo hai fatto intimo
        con i canti mentre
        attraverso lo scatto
        di quel brioso Maestro,
        Lei potrà entrare
        dove esiste l’amore.
        
        Dire amore è dare
        un senso alla donna,
        che fa esplodere
        nel cuore del tempo
        la luce che accende
        un pensiero che solo
        domani si farà più vero
        e più profondo.
        
        
        
        
        
        
        Quando si è artisti 
        - Marco e Luca - 
        
        Adesso anch’io lo so
        e sono certo che posso
        dirlo o forse urlarlo
        che quando si è Artisti
        come lo sono Marco e Luca
        nel campo della fotografia,
        tu puoi esserne sicuro
        che così la luce saprà
        illuminare la Loro arte.
        
        Quando si è Artisti si può
        dare del tu alla fotografia,
        che grazie agli Artisti
        dello scatto anche tu
        puoi far entrare Loro
        dentro la tua poesia.
        
        Il tempo, un pensiero
        e tutta la Loro arte
        che ti porta a dire
        ora io posso stringere
        tra le pieghe del gioco
        quello da Loro creato
        perché io scriva l’ora
        di un segreto che è
        di Marco e di Luca.
        
        
        
        
        
        Omaggio alle barricate 
        - Oltretorrente 1922 -
        
        In quell’Agosto
        di quindici lustri fa
        i fascisti volevano Parma
        e la stessa Parma
        non voleva i fascisti.
        
        A tanti anni di distanza
        scrivere una pagina
        legata alla storia
        è rivivere il tempo
        delle Barricate.
        
        Sì, questo è rendere
        Omaggio a coloro
        che antifascisti
        hanno saputo dare un senso
        a Lei la Libertà che già
        allora era vestita
        di quella democrazia,
        che i parmigiani
        tenevano in cuore come
        le opere del Grande Maestro
        e così per sempre.
        
        
        
        
        
        
        Vediamoci ascoltando in TV
        - P. Limiti - A. Gennari -
        
        Sempre così ogni giorno
        quasi fosse uno scherzo
        voluto dal destino,
        lui ascolta la felice
        trasmissione di Limiti,
        o meglio la simpatia che
        onora la televisione
        italiana quasi fosse
        un gioco tra passato
        e presente.
        
        Con la Sua fine maestria
        riporta sulla scena
        gli amici che hanno
        illuminato il passato
        ed oggi sanno ancora
        accendere la lampada d’amore,
        quasi un risveglio che fa
        bella la propria opera.
        
        Vediamoci ascoltando in TV
        e qui entra in scena
        il fine poeta dicitore
        Alessandro Gennari di certo
        profondo in materia perché
        Lui conosce tutti e Li porta
        fino a te che da quasi
        otto lustri vivi con lei
        la poesia, che da sempre
        nasce fusa col dolore
        il vero grande amico,
        che mi aiuta a vivere.
         
         
        Dialogare con la poesia 
        - Omaggio a Paolo Limiti -
        
        Spesso le volte che è solo
        dentro il Paradiso e così
        i pensieri, i ricordi
        si rincorrono e lui pensa
        a come ieri ha passato
        ascoltando quel Signore,
        che fa spettacolo col Suo
        Vediamoci in TV.
        
        Mentre guarda la televisione
        tiene sul suo tavolino
        parte dei suoi libri e così
        ogni tanto dialoga con lei
        sì, con la poesia e intanto
        ammira il Collezionista
        di cravatte e di canzoni
        e Questi è Lui il Presentatore.
        
        Dialogare con la poesia
        è ritornare dove la luce
        si fa più brillante quando
        il Gennari la fa esplodere
        coi nomi del passato,
        del presente e di sempre,
        perché come il poeta
        Lui dialoga coi versi,
        che ci dona perché insieme
        a Limiti dialogano con la poesia
        portando a noi veri canti
        d’amore nella vita dei giorni.
        
        
        
        
        Ho amato un fiore 
        Come una manciata di pensieri
        tenuti dentro il cassetto
        del tempo mi appare sempre lei
        di quando la chiamavo col suo
        fine nome, che sapeva di dolcezza.
        
        Ora facendo uscire quei pensieri
        posso dire ho amato un fiore
        proprio quello che oltre
        quarant’anni prima profumava
        il tempo che sfiorava la luce.
        
        Penso sia bello ritornare dentro
        il passato ritrovare quei canti
        e vestirli di quella simpatia
        che lei ha sempre avuto e solo
        per questo ora dico con sincerità
        che ho amato un fiore.
        
        Alcuni giorni fa andando
        a far visita al condominio
        del mio Paese mi sono fermato
        davanti alla tomba dei suoi
        genitori, ho parlato con loro
        e sono certo che mi hanno
        sentito e così hanno capito
        come già allora che ho amato
        un fiore e che quel fiore è ora
        e più che mai presente.
        
        Non vorrei che lei ora dovesse
        giudicarmi pazzo, ma come sempre
        quello di allora è nella luce.
         
         
        Argomenti per un racconto 
        Tra i tanti casi e argomenti
        che ti servono per un racconto
        è proprio di ieri un incontro
        che sembrava essere impossibile
        Andrea era fermò davanti ad una
        vetrina del centro stava leggendo
        una locandina per una mostra
        di pittura, quando dietro di lui
        una voce di donna gli disse,
        «Ami più i quadri o le donne?»
        
        Andrea si girò sorpreso di vedere
        la ragazza che lui diceva ancora
        del Rosario, sì perché lei come
        Gina ogni sera dopo il Rosario
        davanti alla piccola Maestà si
        trovavano nella piccola stradina.
        
        Tu sai bene che la tua grazia
        nella domanda non avrà risposta,
        ma soltanto un invito, soltanto
        per rinnovare quel linguaggio
        che tu ben conosci o almeno io
        penso che tu lo ricordi ancora.
        
        Rosalba, rispose sì hai ragione
        lo ricordo benissimo e ti dirò
        di più negli ultimi sei lustri
        non ho più avuto il piacere che 
        tu solo hai saputo darmi ed oggi
        se lo vuoi sono ancora libera
        per almeno due ore, Andrea senza
        dire una sola parola la prese
        per mano andando verso la luce.
        
        
        
        
        
        Ora tu sei il caso 
        Stando a quello che scrivono
        i responsabili delle riviste
        culturali ora tu sei il caso
        sì, amici il caso letterario
        unico al mondo, io so che per te
        non è una novità perché già a 
        Centomila poesie tu eri il caso
        italiano, ed ora a Un Milione
        e 400 mila tu sei il caso unico
        al mondo e non è poco!
        
        Ma tu sai anche che in te non
        cambia niente, anzi ti stimola
        e ti aiuta perché tu possa così
        arrivare al 2000 con un altro
        luminoso traguardo e questo di
        certo sarà il più presente nel
        cuore del tempo, che fuso col
        mondo delle parole ti porterà
        a conoscere quella luce che sai
        illuminerà il tuo essere poeta
        unico nel cuore della storia.
        
        Andare e scoprire che tu puoi
        far parlare quelli che stanno
        dalla parte che può far dire
        e scrivere pagine su pagine
        per il poeta che porterà lassù
        il suo creare nel campo amico
        che forse domani avrà fluenti
        parole per chi crede al caso.
        
        
        
        I ricordi vivono 
        Ora che li hai vestiti
        di terrena luce tu sai
        che i ricordi vivono e lo
        faranno sempre ogni volta
        che tua sarà l’anima loro
        tanto che in questi giorni
        hanno avuto la vera storia.
        
        In questa seconda decade
        ci sono dentro tante cose
        primo un rastrellamento da
        parte dei nazifascisti e tu
        in loro mai senza un aiuto,
        la figura di mio padre col
        suo rifugio per dare una mano
        ai ribelli di allora, che già
        speravano nella libertà.
        
        Trentadue anni dopo il vuoto
        dentro l’anima perché lei mia
        madre mi ha lasciato per sempre
        ed ora io ne scrivo i ricordi
        attraverso quella poesia che
        lei purtroppo non ha mai
        potuto leggere, perché i suoi
        studi non sono nemmeno partiti.
        
        I ricordi vivono e lui pensa
        che sia questa pagina che tu
        ora conosci e che domani tu
        farai rivivere nel presente.
        
        
        
        Tra macinini 
        Alcuni macinini in disuso
        parlavano tra di loro,
        il più vecchio guardava
        quelli più moderni che
        andavano senza l’aiuto
        dell’uomo e rivolto
        ai più giovani amici
        diceva, guardate come
        noi siamo ammirati e così
        da quassù noi possiamo
        dominare i tempi.
        
        Nessuno dei presenti
        rispose perché insieme
        aspettavano che fosse
        Don Carlos a prendere
        per tutti la parola,
        ma Lui prima di farlo
        con uno sguardo fraterno
        li abbracciò dicendo,
        «Amici noi siamo proprio
        e sicuramente fortunati».
        
        Sì, perché dove il caffè
        è e sarà sempre El Major
        avremo sempre chi ci stima
        ed avremo chi ci ammira.
        
        Mio caro risposero in coro
        ma allora noi siamo storia!
        
        
        
        
        Nella preghiera 
        Spesse volte è preso dalle
        varie offese e umiliazioni
        delle promesse non mantenute
        e lui per salvarsi e così
        per non piangere si rifugia
        sempre nella preghiera;
        l’unica vera luce che lo
        illumina e gli procura il
        perdono per le persone che
        lo hanno scordato.
        
        Deve un grazie a Dio che lo
        aiuta a superare i momenti
        nei quali i pensieri sanno
        prendere la via della sua
        tristezza, che da sempre
        veste la malinconia mentre
        si fanno presenti loro che
        fino a ieri sembravano veri
        amici e subito dopo il crollo.
        
        Ma lui va e spera che questi
        possano ricordare lui che è
        sempre stato legato all’onestà
        e la tiene come porta aperta
        alla luce, perché questa è
        come l’amore nella preghiera
        che ora è più sua.
        
        
        
        
        
        Quando verrà il Duemila 
        Ogni tanto ci penso a quando
        verrà il Duemila e se sarò
        ancora vivo il numero si farà
        amico del tempo e della luce
        che illuminerà l’amore vestito
        di poesia e di quei racconti
        che si faranno più veri.
        
        Insieme al 2000 entreranno in
        pista altri contestatori nei
        miei confronti, ma anche loro
        se dopo o anche prima verranno
        a far visita al Paradiso sono
        certo che si romperanno le corna
        di fronte a quella montagna di
        blocchi e di varie agende.
        
        Appena il Duemila si presenterà
        sulla scena tu potrai cantare
        quella fine canzone che si farà
        amica del settimo libro che tu
        già vedi tra i tuoi gioielli.
        
        Io lo so o almeno lo spero di
        avere degli amici che sapranno
        valutare la mia ciclopica opera
        e allora potrò superare quegli
        ostacoli formato eredi che poco
        hanno capito il poeta del secolo.
        
        
        
        
        Il tempo dell'amicizia 
        - Dr. Enrico -
        
        Vorrei stringere il tempo
        vestito delle note che sai
        possono farsi musica e così
        raccogliendo fiori dal suo
        giardino sa che può portare
        il loro profumo sulla scena
        il tempo dell’amicizia.
        
        I ricordi del passato ed i
        pensieri legati al presente
        si rincorrono con la fiducia
        di riuscire a trovare il gioco
        amico delle parole che sanno
        come si può vestire la poesia.
        
        Ora tu vai verso la collina
        che fa parte della tua terra
        cerchi le persone che possono
        farti sentire come in passato
        proprio quando ti fermavi
        ad ascoltare le tue campane
        un vero risveglio d’amore.
        
        Ora avendo trovato lui che sai
        fine Maestro dicitore di poesia
        e come sempre vestito di lei
        quella simpatia, che sa dare
        luce ai canti mentre veste
        il tempo dell’amicizia.
        
        
          

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