Giuliano Goffredi

PRIMO CONCORSO NAZIONALE
Poeti e Scrittori Uniti in Beneficenza
 

4° PREMIO EX AEQUO
Giuliano Goffredi di
 
per il racconto
LO SGUARDO DI MARIA

Lo sguardo le cadde sui monti dell’Alta Galilea, così arida, vasta, dove i pensieri smarrivano se stessi tra rupi e vallate silenti: pietre, polvere, il tempo e la sua assenza. Gli occhi celesti di Maria parevano vacui e la mente tracciava, come al telaio, trame, sentieri, percorsi alberati, mentre le mani, bianche come la neve, carezzavano amorose l’emisferico ventre gravido, prossimo al parto.

Camminerai su queste terre e sarai parte di loro, sarai uomo tra gli uomini e guida tra i deboli, sarai prodigo con loro e indicherai un percorso, avrai le mani con i loro palmi rivolti verso il cielo nel gesto dell’accoglienza, il tuo passo sarà lento e sicuro, lo sguardo accogliente volto al sorriso.

Maria sedette, chiedendo conforto a una pianta di cedro, mentre lento il giorno trascolorava alla sera e le ombre mobili e roteanti al suo intorno, lasciavano intendere la danza degli astri nell’immenso universo, e il sole, oro mielato, si allontanava dal giorno nella Valle degli Ulivi. Poi giunte le prime ore della sera, tornarono quelle voci che dolci e amorevoli carezzavano i suoi pensieri.

Riposa Maria, riposa, il mondo adorerà questo tuo figlio, che sarà traccia, seme, verbo e sorgente, sarà cantico e suono, sarà soffio d’amore e viatico di speranze, parlerà alle coscienze degli uomini guardandoli negli occhi, intuirà l’inganno, ma avrà parole fraterne per i propri consimili, la sua parola radicherà nelle persone, come le radici dell’almo unghiano sicure le profondità della terra. Riposa Maria, riposa, è giunta l’ora del tramonto.

Quando l’ora del silenzio giunse, Maria prese la strada del ritorno, sulle sue labbra un lieve sorriso di luce le distese il viso, e gli occhi guardarono lontano, lontano... sin dove lo sguardo non può comprendere l’esistente, si confonde con l’infinito, l’eterno, ciò che oltre l’orizzonte può nascere, morire, perpetuarsi nel tempo e nelle ere, in un viaggio senza ritorno.

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