Gazzetta di Parma - Sabato 27 novembre 1997
QUASI VENTI MILIONI DI VERSI PER IL «VATE DI TRAVERSETOLO»
di Luca Cantarelli

SORBOLO - «Per questo oggi Sorbolo è ritornato dentro ai miei pensieri, e il poterlo fare attraverso la mia poesia è far rivivere il passato». In questa strofa della lirica che Abramo Martini ha dedicato a Sorbolo, c’è tutta la sintesi del suo ritorno in quel paese in cui ha lavorato in gioventù e nel quale ha allacciato tante amicizie. Ospite del Circolo culturale «Amici del libro», che con il patrocinio del Comune ha organizzato l’incontro con il prolifico poeta, Martini ha intrattenuto il pubblico parlando della sua febbrile attività. Nato a Traversetolo nel 1925, dal 1960 a oggi la sua infaticabile penna ha infatti scritto 1.350.000 poesie, qualcosa come quasi 20 milioni di versi, raccolti in cinque pubblicazioni e altri 125 volumi in attesa d’editore. Roba da Guinness dei primati, un’opera ciclopica che, ha spiegato lo stesso autore, trae le mosse da un annoso malessere fisico. Abramo Martini scrive di getto, è un naïf delle strofe. Indubbiamente un personaggio. Per lui, titoli e onorificenze non si contano: candidato per tre anni al Nobel per la Letteratura, cittadino onorario di Londra, professore honoris causa, senatore in cinque Accademie internazionali e Cavaliere della Repubblica.
L’appuntamento di Sorbolo è stato animato dalla speciale partecipazione del Primo Gruppo di scrittura e traduzione creativa di Parma: Maria Grazia Baracchi, spumeggiante conduttrice della serata, la poetessa Olga Spigaroli e il giovano scrittore Paolo Scivoletto hanno recitato con consumata esperienza alcune delle più significative liriche tratte da «I cardini del cuore», l’ultima fatica letteraria del «vate di Traversetolo».
Il ricavato delle copie del libro vedute nel corso dell’incontro sarà devoluto dal poeta a favore delle popolazioni terremotate di Marche e Umbria. 

PAGINA PRECEDENTE


HOME PAGE