La posta degli Autori

 

INDIRIZZATE LE VOSTRE LETTERE A UNA DI QUESTE DUE E-MAIL:
ali@pennadautore.it oppure
associazione@pennadautore.it

 

Cari giovani, gli ammalati hanno tanto bisogno di voi!

Un buongiorno cordiale a tutti gli amici di Penna d'Autore.
Volevo esprimere il mio punto di vista e parlare un po' di solidarietà verso gli ammalati. Mi rivolgo soprattutto ai giovani che hanno molteplici potenzialità. La vita è spesso crudele anche verso gli stessi giovani, e c'è bisogno di parola da dare oltre che da sentirsi dire e di un po' di tempo da sacrificare.
Le discoteche, gli sballi del sabato sera, i concerti, le partite di calcio... Tutte cose che possono aspettare.
La vita no, quella non può.
La vita di chi sta sdraiato e ha bisogno di qualcuno che lo giri perché non ha nessuno o di qualcuno che ha solo necessità di sentirsi dire: «Coraggio».
Ho approfittato di questo spazio per dire il mio pensiero, per sollecitare alla solidarietà. Non ha niente a che fare con l'arte, lo so ma se ci pensiamo un momento...
Invito qualcuno degli autori a dirmi il proprio pensiero al riguardo.
Un saluto amico a tutti e un grande grazie a PENNA D'AUTORE per lo spazio concessomi.
Antonio Giraldo

Il successo delle antologie «Le più belle poesie della Religione Cristiana»

Gentilissimo  Sig. Nicola  Maglione,
ho ricevuto le antologie richieste, e devo ancora una volta ringraziarLa per le grandi emozioni che sto vivendo da quando ho avuto il privilegio di conoscere la Vostra associazione. Il libro va oltre la spiritualità  annunciata, è un vivaio di fede, d'amore, di speranza e di buona volontà, ed io mi sento onorata di essere una piccola tessera  di quel mosaico che la Sua iniziativa  ha  voluto. Mi  complimento con tutti gli autori, alcuni li sento più vicini ma tutti hanno trasmesso un messaggio di preghiera che credo abbia fatto molto piacere al Signore, un coro che si affida alla Sua immensa bontà, e sicuramente anche Lui sarà felice che le Sue creature si rivolgano a Lui con una poesia.

I libri li ho destinati alla varie istituzioni del mio paese ho letteralmente seminato l'opera  fornendo a  tutti i dati per richiedere direttamente a loro volta le Antologie e spero vivamente di  poter raccogliere frutti. Quelle che sto ordinando  adesso seguiranno la stessa sorte. Ritengo che la decisione di attribuire un diploma anche a noi  selezionati per la  Poesia Religiosa sia un  ulteriore espressione della Sua sensibilità, la ciliegina sulla torta di questa avventura che per me è stata veramente un'oasi nella quale mi rifugio col pensiero quando la vita sembra aggredire tutti i sentimenti.
Renata Crespi


La Poesia può avvicinare i popoli della Terra?

Guardandomi intorno in questi ultimi giorni, sono rimasto colpito dai fatti di Milano.
Che fare? Sei ospitale e alcuni immigrati ne approfittano per impiantare attività illecite. Sei inospitale e vieni tacciato di razzismo. Vai nei paesi da cui vengono gli immigrati e devi rispettare le loro regole; perché molti di loro non rispettano le nostre (bisogna essere molto attenti nel parlare e non generalizzare mai).
Può la nostra passione per la poesia, aiutarci anche lo 0,1% ad avvicinarci un po'? Forse è un pensiero ingenuo e utopistico, ma non è peccato sognare la concordia.
Un saluto a tutti e complimenti.
Mario Alfonzetti
 

Nel mondo delle chat nessuno ci vede, nessuno ci spia...

Carissimi,
forse l'argomento che tratto non interesserà nessuno, ma di una cosa sono certa: parlare anche di chat e di ciò che possono far vivere e conoscere, non sarebbe male. Certo come scrittrice sono anomala, ma del resto ogni artista parla del proprio vissuto, del proprio «vedere cosa lo circonda». Lavorare da sei anni nelle chat, vedere cosa e come scrivono migliaia di scrittori, perché la chat in fondo è questo: scrivere dei propri pensieri... scrivere di ciò che nella vita nessuno ha il coraggio non solo di scrivere, ma anche di dire... Forse è un argomento scontato, forse è un argomento da ributtare in un pentolone e chiuderlo con un coperchio ermetico... Ma allora a questo punto, perché uscire di casa? Perché andare a fare la spesa? Perché domandarsi come mai un essere umano ha ucciso a coltellate moglie, figli, vicini di casa... oppure uno sconosciuto per un parcheggio?
Discorso senza senso?
Forse... ma mi sto rendendo conto che per molte persone che mi circondano e che «CI» circondono, la vita è senza senso... Ecco allora che si è creato un mondo cuscinetto come le chat, un luogo apparentemente protetto, dove nessuno ci vede, nessuno ci spia... Ma è davvero cosi?
Cleo

 

La TV ci insegna ad emulare le gesta di gente disperata

Abito a Proserpio, un paesino a 5 chilometri da Erba, diventata macabramente famosa per le ben note  tragiche vicende che l'hanno scossa lo scorso dicembre. L'altro giorno, con orrore, ho letto su un giornale locale che si pensa di fare una «fiction» di questa brutta storia. Già, a mio parere, si sta assistendo ad un progressivo e rapido deterioramento di quanto ci viene proposto dalla televisione (per lo meno in prima serata) sia come contenuti sia a livello di conduzione dei programmi che vedono presenze sempre meno qualificate, incapaci di condurre dibattiti, moderatori, che non si capisce perchè siano presenti visto che tutto si svolge tra grida e sovrapposizioni come se non ci fossero. I TG, purtroppo, sono zeppi di lugubri notizie (non certo per scelta, ma perché ciò è quanto sta succedendo nel mondo) che pure a volte vengono rinvigorite da servizi fotografici, che magari andrebbero anche più scrupolosamente valutati. Ci manca ora la fiction sui coniugi Romano e la figura di Azouz che non so quanto ne uscirebbe a testa alta, nonché il pietismo, a mio parere un po' artificioso, del padre Castagna che secondo me presta il fianco ad una bella riflessione antagonistica tra cristianesimo ed islamismo. Il tutto, poi non dimentichiamolo, condito dall'effetto emulazione che ormai, sembra provato, risulta avere in Italia la diffusione di particolari avvenimenti. Resto molto perplessa.
Danila Zaninelli
 

È finito il tempo delle polemiche

Carissimi amici di Penna d'Autore,
leggendo la mia posta ho trovato una e-mail, sempre graditissima, dell'Associazione. Leggo che la Posta, dopo il fervore del Premio, langue. Mi dico: perché no?, dopo tutto è notte fonda e poi non ho mai scritto agli amici autori...
Ho letto molte lettere della Posta, alcune sono interessanti. Il Presidente Maglione a cui va la mia stima scrive che insomma... Basta con le descrizioni, la natura!, sappiamo che la natura è bella e via dicendo... Ha proprio ragione, spesso chi scrive è preso dalla foga di riempire pagine, di scrivere senza dire. Meglio allora, uscire e vivere.
Con questo, chiudo questa mia brevissima presenza nella Posta.
A proposito!, anch'io sono tra i semi-esclusi con il romanzo «Quando il sole era giallo». Va bene, anzi benissimo. Ha avuto evidentemente qualcosa da dire. La vera sconfitta è quando si partecipa a premi letterari in cui il verdetto è già stato scritto ancora prima di essere stati letti. Ma non è tempo di fare polemiche...
Ancora Auguri a tutti voi.
Maria Fontana Ardito 

Buona Pasqua

Egregio Presidente,
approfitto de La Posta degli Autori per augurare all'Associazione ed a tutti gli iscritti una Pasqua serena e priva di sterili conflitti. Un abbraccio sincero, nella speranza che l'esperienza della Resurrezione sia vissuta interiormente da noi tutti come un'occasione di rinascita.
Marcella Testa

 

I nuovi dittatori del dopo Saddam Hussein

Carissimi,
In gennaio (forse il 19), la data esatta in questo momento mi sfugge, veniva giustiziato, tramite impiccagione, l`ex presidente dell`Irak Saddam Hussein. Uno spettacolo macabro e anche tante dicerie e altrettante speculazioni. La condanna, secondo il giudice che presiedeva il processo, è scaturita dal fatto che Saddam Hussein aveva ordinato l`esecuzione di 178 (diciamo che per ora la cifra non è rilevante) dei suoi rivali. Se Sciiti, Sunniti o Curdi, tanto non cambia nulla, come per la cifra di cui prima, non ha importanza.
Orbene, qualche tempo dopo l`attentato dell`11 settembre 2001 alle Torri Gemelle di New York, al Pentagono di Washington, ecc. cominciava la seconda guerra con l`Irak. La prima, forse più comprensibile, era stata quella per l`invasione del Kuwait. I bombardamenti sono stati veramente pesanti e la guerra non si è conclusa in un mese, come programmato dal Presidente Bush, sostenitori e alleati, una sacrosanta sconfitta! Dal 2002 ad oggi, siamo già a fine gennaio 2007, si combatte ancora con perdite da tutte le parti, anche da quella civile. Secondo certi dati, diffusi da alcuni canali televisivi, si parla di 100.000 morti, senza parlare delle perdite materiali e dei disagi a cui gli sfortunati (forse) abitanti dell`Irak e ospiti  sono andati incontro.
Saddam è ormai fuori da questo “infernale mondo” ed ha la sua pace, ma la carneficina non cessa e si cerca di inviare un altro contingente militare di 20.000 soldati. A fare che cosa? A instaurare la democrazia con la repressione e/o con la forza? Così, quando saranno tutti morti, ci sarà pace!
Sì, certo, faccio presente che esiste anche la repressione psicologica…
Ma torniamo alla cifra spaventosa di prima (anzi no, non è spaventosa se pensiamo ai morti della seconda guerra mondiale), dei 100.000 morti dilaniati dalle bombe e dagli attentati suicidi. Una cosa è ben chiara: che il responsabile non è uno soltanto come si presume e che  dietro le quinte ci sono nascosti tanti altri come Saddam! Ma facciamo un po’ di calcoli e di statistiche più vere di quelle che vengono diffuse sui giornali e in tv…! Se la bella cifra di 100.000 la si divide per 178 (numero delle vittime per cui l`ex dittatore Saddam è stato condannato a morte), avremo il bel risultato di 561 e spiccioli (non pochi), che sarebbero poi le persone non meglio di Saddam. In chiave più semplice e chiara vuol dire che almeno 561 delle persone che hanno generato e comandato le operazione di guerra meriterebbero la stessa fine dell`ex dittatore! Scopro, riflettendoci, con grande meraviglia, che tanti altri capi di stato, pur avendo fatto peggio se la son passata franca, a volte si dice per legalità, mentre ad altri è toccata quella brutale sorte di essere fucilati, impiccati, ecc.
Ma in fondo, mi domando, cos`è la legalità. Si può uccidere una persona legalmente, o illegalmente? Uccidere è contro la legge di Dio, ed anche quando si ha ragione dovremmo pensarci su ed evitarlo!!!
Claudio Giannotta

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