La posta degli Autori

 

INDIRIZZATE LE VOSTRE LETTERE A UNA DI QUESTE DUE E-MAIL:
ali@pennadautore.it oppure
associazione@pennadautore.it

La precedente lettera di Daniele Pozzi sulla distribuzione dei libri,
ha suscitato un'interessante discussione: ecco l'opinione di tre autori

Buongiorno a tutti e un buongiorno particolare al Presidente e a Daniele Pozzi che con la sua lettera sul problema della distribuzione dei libri ha coinvolto molti di noi.
C'è chi è bravo a scrivere ma non ha fantasia, chi è molto fantasioso ma non ha talento nello scrivere; coloro che posseggono entrambi i requisiti prima o poi diventano scrittori. Inizialmente si scrive per se stessi, per misurarsi; solo quando quello che si è originato ci soddisfa pienamente si sente il bisogno di condividerlo con gli altri e ci si trova, innegabilmente, ad inviare il manoscritto a qualche casa editrice, pieni di speranza.
Quando ho ricevuto la lettera dell'editore che diceva di ritenere il mio romanzo buono da essere pubblicato, quasi non ci credevo. Sul subito decisi di stare attenta, inesperta com'ero del settore. Poteva trattarsi di una casa che pubblicava tutto quanto ricevesse e volevo scongiurare  sorprese successive, ma quando parlai direttamente col il responsabile, capii che lo aveva letto e anche attentamente.
Cinque mesi dopo avevo fra le mani il libro. È stata un'emozione ineguagliabile vederlo e toccarlo; la copertina che avevo studiato, il mio nome, le parole che conoscevo molto bene erano qualcosa di tangibile, un sogno che si concretizzava e mi gratificava ampiamente.
Vederlo poi nelle librerie del paese, essere fermata per strada o ricevere telefonate da chi lo aveva letto, è stato appagante e bello. Ancora di più, durante le presentazioni in loco, parlare con il pubblico del MIO libro.
Ma fuori casa, dove nessuno sa chi sei, come ti muovi? Le case editrici dopo averlo inserito nei siti internet, presentato alla Fiera del Libro, promosso alle librerie associate, concesso interviste radiofoniche da contratto e inviato locandine e inviti per le presentazioni locali, si fermano, che altro possono fare?
Scrivere è una passione non una professione e farsi leggere non è cosa semplice, almeno per chi non ha un nome conosciuto, di quelli che ancor prima di stamparlo ne hanno vendute milioni di copie.
Quando penso a quanti libri vengono pubblicati giornalmente e quanti di questi sono più buoni del mio mi chiedo "Quante possibilità ho che il mio possa trovare riscontro?" Credo occorra molta fortuna, che finisca nelle mani giuste nel momento giusto; magari, avendolo inviato a testate giornalistiche nazionali, qualcuno ha deciso di inserire un trafiletto nella pagina della cultura, fosse anche  per sopperire ad uno spazio vuoto della pagina di quel giorno.
Permettetimi di ironizzare dicendo che forse bisognerebbe combinarne una grossa. Leggo in questi giorni del caso di Ahmetovic, la cui immagine è stata utilizzata per sponsorizzare dei prodotti, che scriverà (leggi gli scriveranno) un libro. Non mi stupirebbe, Daniele, se vendesse molte più copie di te e di me messi insieme.
Ma noi non siamo commercianti, siamo scrittori, piccoli, sconosciuti, ancora in via di miglioramento, ma scrittori e ci piace farlo. La nostra è una passione che paga in altro modo. Ci ha pagato quando abbiamo toccato il libro la prima volta, quando lo abbiamo presentato, quando qualcuno ha condiviso qualcosa con noi leggendolo e ci paga adesso, perché se stiamo qui a parlarne è perché un po' siamo cresciuti.
Le cose buone prima o poi emergono; il dottor Maglione ha ricevuto la medaglia d'Argento nientemeno che da Presidente della Repubblica (chissà che in futuro riceva anche quella d'oro).
Artemisia Loro Piana

 

Gentilissimi di A.L.I. Penna d'Autore,
nell'accodarmi ai complimenti degli altri scrittori circa le Vostre iniziative, prendo spunto dal contenuto di una delle lettere pubblicate, per sollevare due altri problemi da me personalmente riscontrati e connessi tra loro.
Leggevo infatti sul Vostro sito del problema relativo alla distribuzione dei libri, certamente importantissimo e al contempo io credo, non l'unico a decretare il successo di un autore.
Noto con rammarico, che molte volte è più la spinta pubblicitaria a consacrare un libro al successo, che non il talento in sé dell'autore.
C'è chi diventa "personaggio" e vende, perché ha la fortuna di "trovare" i canali giusti, oppure perché ha alle spalle una casa editrice potente a sostenerlo, mentre la maggior parte degli autori deve arrangiarsi alla meglio e utilizzare la "promozione fai da te".
E così, dopo i primi e basilari supporti da contratto forniti dalla propria casa editrice (trasmissione radiofonica, presentazione, intervista sulla rivista letteraria, e simili...) sicuramente preziosi, l'autore viene comunque lasciato a se stesso e al proprio spirito d'iniziativa. Quindi iniziano le presentazioni organizzate autonomamente in librerie locali e associazioni culturali, la partecipazione a fiere, a concorsi letterari e... nota dolente che va confluire nel secondo problema... i contatti con riviste nazionali e locali, trasmissioni radio o TV e siti specializzati che possano realizzare delle recensioni del libro e portarlo a conoscenza del grande pubblico.
Ora, anche in questo caso, se non si ha una conoscenza diretta, serve un po' di faccia tosta e intraprendenza.
Già è difficoltoso prendere il contatto, ma se mai si è talmente fortunati da ricevere una risposta a questo primo approccio, essa è un: «Ci invii una copia del libro e le faremo sapere!»
Fin qui niente di strano, è la prassi (e ripeto, solo quando si ha la fortuna di ricevere un riscontro ai tentativi di contatto).
Ma una volta inviata la copia richiesta (o più di una), la possibilità di trovare persone oneste e corrette che realmente "facciano sapere" e diano una risposta (positiva o negativa che sia), è molto bassa.
Generalmente, non solo non viene fornita affatto, ma le eventuali richieste di informazioni in merito vengono del tutto eluse o ignorate.
Forse non è un "diritto" dell'autore ricevere una risposta, non è previsto da nessun regolamento del resto, lo so bene, tuttavia credo che sia una questione di educazione prima di tutto e poi anche di "immagine aziendale".
Di attenzione alla Persona in genere.
Rientra in quel concetto di "customer care" di cui tanto si parla da anni nelle aziende nazionali o locali e che alla fine viene puntualmente snobbato.
Basterebbe anche una risposta pre-impostata, non credo che costi poi così tanto un "inoltra" e "invia" per email o posta ordinaria che sia.
Mi piacerebbe sapere se la mia è una pretesa da ritenere eccessiva e se quello da me esposto è un problema riscontrato da pochi (me compresa e altri autori con cui ho avuto modo di confrontarmi) o se è condivisibile anche da un numero più elevato di scrittori.
Ilaria Ferramosca

 

Cari Amici di Penna d'Autore,
Be’, la distribuzione dei libri è un settore che discrimina tra una grande casa editrice e una piccola casa editrice. Credo fermamente che sia proprio questo costo l’onere maggiore per una piccola casa editrice; più della carta e dell’inchiostro necessari a stampare il libro di un autore inedito.
Ecco allora che le piccole C.E. garantiscono la pubblicazione, ma non garantiscono (salvo sulla carta; ma a volte nemmeno in quella!) una distribuzione capillare del prodotto, anche perché i Centri di Distribuzione evidentemente (posso immaginarlo) chiedono impegni finanziari non proprio abbordabili per chi intende fare piccola editoria. E non a caso, le piccole C.E. puntano essenzialmente sulle vendite locali, cioè le vendite del prodotto nel luogo d’origine dell’autore, dove questi è maggiormente conosciuto e dove la conoscenza dell’opera letteraria è frutto di un passa parola piuttosto che di appositi stand piazzati nelle vetrine delle grosse librerie dei centri commerciali o delle città, come invece accade per gli autori di spicco, soprattutto americani.
Chiaramente, il giovane autore, prodotto dalla piccola editoria, non può illudersi che una o due presentazioni in libreria, o ancora una passaggio radiofonico, possano davvero fare la differenza e possano incrementare la divulgazione di un’opera che la maggior parte della gente ignora perché poco avvezza a canali diversi dalla grande distribuzione libraria (che spesso si avvale dei mass media nazionali). In realtà, credo che l’unica via utile per poter davvero vedere il proprio lavoro ben piazzato e diffuso capillarmente, oggi sia la costante partecipazione ai concorsi letterari che permettono invero di farsi notare della grande editoria, l’unica ― ahimè ― in grado di garantire un’adeguata campagna pubblicitaria dell’opera letteraria (prescindendo peraltro dal valore intrinseco della stessa: spesso non garantito persino nei prodotti offerti dalle stesse major editoriali).
Personalmente, avendo pure io un’opera editata e una pronta per una prossima pubblicazione, mi trovo nella stessa situazione. È indubbio che bisogna diventare consapevoli che la piccola editoria non ha le capacità di diffondere un prodotto librario al di là dell’ambito regionale, e all’interno dello stesso, certamente non in ogni punto vendita visibile. Piuttosto, la piccola editoria offre un servizio differente: quello di permettere al giovane autore di iniziare e di farsi conoscere prima di tutto fra gli addetti ai lavori, dandogli la possibilità di promuovere il proprio lavoro all’interno dei circuiti del concorso letterario, i quali spesso richiedono proprio un’opera già confezionata e pronta per la lettura.
Ma questo ― beninteso ― non può naturalmente giustificare il grave deficit che colpisce il mondo delle piccole case editrici; deficit in parte dovuto certamente allo scarso impegno delle stesse, alla poca organizzazione e al concetto (negativo e scarsamente imprenditoriale) del massimo risultato con il minimo sforzo; dall’altra da un circuito letterario che privilegia la grande editoria e i suoi prodotti che ― come ho già detto ― non sempre appaiono validi da un punto di vista letterario, seppur capaci di garantire grossi utili.
Al di là di tutto, comunque, ritengo che le piccole C.E. dovrebbero puntare maggiormente alla grande distribuzione per far conoscere le proprie produzioni letterarie, anziché preoccuparsi se il libro del proprio autore arrivi o meno nella piccola libreria seminascosta del centro cittadino. La politica libraria dovrebbe dunque indirizzarsi principalmente verso questi spazi, perché la società di oggi è concentrata essenzialmente in questi spazi, e questo a prescindere dal valore positivo o negativo che questa realtà potrebbe avere (il che è tutt’altro discorso).
Davide

 

Cari poeti,
Leggendo gli interventi relativi alla distribuzione libraria, vorrei esprimere una mia opinione dato che la mia raccolta di poesie sarà edita fra qualche mese.
Mi sono giunte diverse proposte di pubblicazione, ma in tutte si richiedeva una somma più o meno elevata, giustificata come "acquisto limitato di opera letteraria" e, nei contratti ricevuti non era definita la distribuzione.
Accertatami direttamente, visionando diverse librerie e chiedendo informazioni, ho saputo che non si acquistano libri se non si ha la certezza che essi possano essere venduti poiché si dovrebbero, comunque, pagare le copie rimaste invendute.
Informandomi direttamente alla Casa Editrice che seguirà la mia raccolta di poesie, sono venuta a sapere che i libri pubblicati, sono in catalogo e possono essere ordinati, ma non sono presenti nelle librerie. Cercando tra gli scaffali di molti negozi, ho rilevato la presenza di libri di poeti conosciuti pubblicati dalle maggiori Case Editrici e, ho potuto acquistare un'unica raccolta di nuovi autori.
Tutti scrivono poesie e nessuno le legge??? I nuovi autori non saranno mai presenti negli scaffali? Le piccole e medie Case Editrici, non avranno mai un loro spazio nelle librerie?
Personalmente, sto leggendo molte raccolte poetiche, riscoprendo una vera passione.
Ho scritto poesie fin da ragazzina, ma solo dal mese di giugno, ho pensato che potevo pubblicarle quindi sono entrata in questo nuovo mondo e sto scoprendo, all'età di cinquant'anni, una vera esigenza di esprimermi e migliorarmi.
Visitando la recente fiera della piccola e media editoria che si è svolta a Roma, mi sono resa conto di quante persone scrivono e ho potuto osservare le tante Case Editrici presenti.
Non so se avrò qualche possibilità, ma sento che è la strada che cercavo e, a prescindere dalla vendita del testo, sarò felice di esserci.
In bocca al lupo a tutti coloro che iniziano questa "avventura" letteraria.
Maristella Angeli

 

Cari Amici di Penna D'Autore,
ho letto e condiviso quanto scrivete riguardo la distribuzione libri e sono d'accordo con voi. Devo però dire che quando, nella mia ingenuità, anni fa ho spedito i miei manoscritti a grandi case editrici, ho sempre ricevuto una risposta negativa ma cortese, e contenente anche, in alcuni casi, alcuni suggerimenti sul come svolgere meglio il tema trattato, nonché la restituzione dei manoscritti. Con ciò, nulla è cambiato nello sviluppo della situazione. Ma non mi sono sentita troppo umiliata dal rifiuto e ho continuato, ostinatamente, a scrivere.
Approfitto di questa occasione per fare a tutti i miei più cari auguri per le prossime feste: Buon Natale, Buon Anno Nuovo, che porti a tutti tante belle sorprese (ma senza buttare via nulla di quanto ci ha dato di buono quello vecchio). Mi unisco al coro di felicitazioni a Nicola Maglione che ci ha dimostrato come la costanza e la dedizione ad un lavoro in cui si crede sia la strada migliore per ottenere delle belle gratificazioni. 
Elena Dragone Pasianot

 

Dall'Australia abbiamo ricevuto uno splendido regalo: l'Antologia del Premio Letterario A.L.I.A.S.

Carissimo amico Dr. Nicola Maglione,
Dopo un anno di frenetico lavoro, finalmente...
Siamo arrivati alla 15ª edizione del premio letterario ALIAS. Sembra ieri che abbiamo intrapreso questa avventura e invece sono trascorsi quindici anni!
Anni pieni di fatica, anni di tempo rubato alle famiglie, al tempo libero, ma alla fine i sacrifici sono stati ricompensati ampiamente dai grandiosi successi raggiunti ogni anno, non solo in Australia, ma in tutto il mondo. Nel 2002 la nostra Antologia ha vinto il premio istituito negli Stati Uniti «The Best Editor 2002» e tanti altri riconoscimenti ovunque. Tutto questo grazie ai nostri numerosi collaboratori, sostenitori e sponsor senza i quali la pubblicazione della nostra Superba Antologia non sarebbe stata possibile.
Ogni anno la stessa preoccupazione per far quadrare il bilancio, poi come per magia arriviamo alla somma per coprire le spese sostenute e a pagare la tipografia.
Ma forse la vera magia è fatta da quello che noi, con la nostra Antologia, vogliamo trasmettere agli altri; primo non far dimenticare ai giovani le nostre radici, e questo avviene mantenendo sempre viva nei loro cuori la nostra madre lingua italiana, e poi la poesia in se stessa, il cui fine è quello di arricchirci dentro e colmare la nostra anima d'amore. Ed è quello di cui abbiamo bisogno, perché nel mondo in cui viviamo fanno da padrone solo la rabbia e l'odio, che mette fratello contro fratello.
Per questo diciamo grazie a tutti coloro che sostengono il nostro ideale, e che sono davvero tanti; è un sostegno prezioso e di grande aiuto che ci permette di continuare questa nostra tradizione letteraria colma d'amore.
Nel contesto del vivere quotidiano la poesia purtroppo è l'ultima cosa a cui si pensa, ma noi non ci scoraggiamo, continuiamo a scrivere per dare la gioia e la speranza agli animi sensibili che ci seguono con affetto e passione.
Nell'inviarti l'omaggio della nostra Superba Antologia, colgo l'occasione per augurare a te, alla tua famiglia e a tutti gli amici di Penna d'Autore un Buon Natale e un felice e prospero Anno Nuovo.
Giovanna Li Volti Guzzardi

- pagina precedente -



HOME PAGE