La posta degli Autori

 

INDIRIZZATE LE VOSTRE LETTERE
A UNA DI QUESTE DUE E-MAIL:

ali@pennadautore.it oppure
associazione@pennadautore.it

 

Il Grande Progetto della Comunità Mamma della Pace: la nascita di un complesso scolastico che nascerà a Nyakadaka, in Congo, a 43 chilometri da Bukavu, per la Formazione Professionale e Scuole di Agraria.


Progetto realizzato dall’Ordine Architetti di Bologna

Alla cortese attenzione di Nicola Maglione.
Dal Notiziario di Penna d'Autore Numero 22 del 2007, apprendo del Progetto lanciato da Penna d’Autore, per aiutare, con l’Adozione a Distanza, i nostri bambini “Comunità Mamma della Pace”, nella Repubblica Democratica del Congo. Piccolo gesto, ma  di grande valore morale, che vi fa onore, oltre ad essere uno splendido esempio di solidarietà per tanti altri. Sarà nostra premura pubblicare la bella notizia sul nostro sito.
Da parte nostra non possiamo che ringraziare e congratularci per la collaborazione ed il sostegno che date alla nostra Associazione: ciò è per di grande aiuto ed incoraggiamento a proseguire nel nostro impegno in quanto non ci fa sentire soli.
La vostra disinteressata collaborazione è segno di alti sentimenti di altruismo che vi fanno veramente onore e vi rendono persone veramente eccezionali. Ho trovato, tra i responsabili della vostra benemerita Associazione, persone che hanno un cuore buono ed aperto, disposto a lavorare più per gli altri che per se stessi.
Sono lieto di inviarle il Progetto del GRANDE COMPLESSO SCOLASTICO che nascerà a Nyakadaka, 43 km. da Bukavu, e che comprende Scuole per la Formazione Professionale e Scuole di Agraria, per una copertura complessiva di mq. 5000 e capaci di ospitare fino a 1200 allievi.
Noi riteniamo che il grosso problema dei Paesi del Sud del Mondo, non sia la povertà, espressione di un problema di fondo. Non è nemmeno l'ingiustizia sociale. Ma il grande problema è l’educazione, il modo di capire la vita, di capire noi stessi, capire i rapporti interpersonali che giustificano le grandi ingiustizie, soprattutto le disuguaglianze.
Ringraziando sinceramente per quanto fate, mi è gradito l’incontro per porgere a lei, Signor Presidente e a tutti i membri dell’Associazione gli Auguri di un Buon Natale e Felice Anno Nuovo.
Aniceto Battani
Presidente
Comunità Mamma della Pace

 

Emergono altre opinioni sul grande problema della distribuzione dei libri

Carissimi amici tutti, Egregio direttore, 
condivido pienamente quanto espresso da Daniele Pozzi, Artemisia, Ilaria, Maristella, Elena, Giovanna. È verissimo che per scrivere (e far venire fuori dalla propria vena qualcosa che abbia un minimo di senso) occorre talento, fantasia, intuito, capacità di sintesi, conoscenza della sintassi, eccetera. Per poter scrivere è necessario leggere. Per scrivere bene è necessario aver letto molto (e bene). È pur vero che tutto questo non è garanzia che dalla propria penna vengano fuori conseguentemente e automaticamente dei capolavori. È altresì vero che oggi, secondo la mia modesta opinione, moltissimi, troppi, vogliono cimentarsi con la scrittura. Intendo dire che non è mai sbagliato scrivere per sé stessi o per una cerchia di amici. Diverso è pretendere che qualcuno pubblichi, distribuisca e curi la nostra opera in maniera esaustiva. Pretendere insomma che il nostro nome e cognome salga per incanto agli onori di tutte le cronache. Sarebbe mera illusione. Ma sono convinto che questo assioma rientri nella comprensione di tutti noi.
Il mio punto di vista si sposta piuttosto verso un'altra angolazione. Sono convinto che nella fittissima selva degli autori (di poesia, di narrativa, di saggistica) qualcuno meriti attenzione per i contenuti, per lo stile, per l'originalità con i quali emerge dagli standard.
È questo il punto, secondo me. Chi è che deve prendersi la briga di evidenziare in maniera fattiva questi meritevoli? Gli Editori? I Critici letterari? Gli esponenti della Cultura? I Fautori di appositi Premi Letterari? E sulla base di che cosa? Di raccomandazioni politiche? Di ineluttabili esigenze di mercato? Cos'altro?
Carissimi miei, convinciamoci che capacità narrative e investimenti editoriali viaggiano su binari diversi e dunque difficilmente si incontreranno. Colpa dei tempi, della frenesia, della cecità intellettuale, delle connivenze polico-culturali e via discorrendo. 
Da parte mia mi sono messo l'anima in pace. Ben vengano iniziative altamente lodevoli come "Penna d'Autore" e tutto quanto intorno ad essa aleggia. Riconoscenza e gratitudine al dr. Maglione e a tutti  i suoi collaboratori. Partecipiamo nel nostro possibile ai Premi Letterari che in qualche modo ci gratificano, ci rendono protagonisti, ci elevano agli onori di meritevoli giurie, ci immortalano in antologie che qualcuno, in qualche parte del nostro Bel Paese, sicuramente leggerà.
Ma dimentichiamoci, ve lo dico spassionatamente, l'era dei Mecenati, dei cultori dell'Arte con la "A" maiuscola. Non è più tempo. 
Ermanno Maria Simonini

 

Saluti a tutti.
Ho trovato simpatica la lettera di Maristella Angeli e in qualche modo preziosa l'ingenuità che vi traspare.
Autori, bisogna andare avanti! Ma occorre anche fare attenzione alla qualità dei propri scritti - direi no agli esercizi calligrafici e no all'imparaticcio che ciascuno di noi si porta appresso; la scuola fa danni se la si prende in un certo modo, se, cioè, si associa la capacità di mettere insieme una frase decente con il fare arte.
Credo si dovrebbe partire da qui. Gli sfoghi personali devono rimanere nel cassetto o devono essere addirittura buttati: conta la loro sublimazione, conta l'impegno di rendere il messaggio universale.
Uno stimolo del genere - molto difficoltoso, una sfida - è alla base di una buona riuscita artistica. Spetta poi all'editore pubblicizzarla: deve averne i mezzi, deve rischiare, deve investire.
I grandi editori hanno alle spalle un mare d'esperienza, sanno come muoversi e sanno come condizionare i lettori. Il guaio è che creano una sorta di circolo vizioso, deprimendo, in genere, la qualità del prodotto in quanto destinato ad un pubblico di bocca buona.
A mio modesto modo di vedere il piccolo editore non deve fare concorrenza a quello grande, meglio si rivolga ad una utenza piccola, decentrata, dove il grande editore fatica ad arrivare. Insomma, bisogna partire dal basso per cambiare le cose, o anche solo per migliorarle un poco. Il mondo "autorale" ed "editoriale" in sedicesimo alimenta, in buona fede, questo circolo vizioso, scimmiottando il modello maggiore senza averne la forza. Così continuiamo a piangerci addosso e ad accontentarci della medaglietta. Punto.
Dario Lodi

 

Il gemellaggio con altre Associazioni: una vecchia idea sempre valida

Carissimo Nicola,
come ti avevo scritto tempo fa, raccolgo in un fascicolo la Posta degli Autori che, a volte, vado a rileggermi. Anch'io, come molti, sono interessata al problema della distribuzione. Oggi gli autori hanno molte più possibilità di rendere visibili i loro scritti pubblicandoli in vari modi e in piccoli quantitativi: attraverso associazioni come Penna d'Autore, tramite siti Internet oppure cercando una piccola casa editrice che accetti di pubblicare il lavoro proposto. Non è facile entrare in quest'ultima realtà vuoi perché ciò che si sottopone può non essere in linea con le iniziative della Casa Editrice, ma spesso perché i contributi-autore richiesti sono piuttosto alti. Di distribuzione poi non se ne parla. Circa una decina di anni fa, quando costituii con altre persone il gruppo di scrittura creativa «Riflessi e Frammenti», possibilità di renderci visibili fuori dal gruppo, diventato successivamente un vero e proprio laboratorio, ce n'erano davvero poche. Ebbi l'idea di dare vita ad una collana di narrativa (esclusivamente e simpaticamente per over 35 data la nostra età che poi è molto over) che potesse almeno essere "commerciabile" all'interno della nostra Associazione, «Lo Specchio di Alice», e altre analoghe. Questa collana, sulla base di un progetto in cui erano previsti le varie fasi di intervento fino alla realizzazione della bozza da consegnare in tipografia, una redazione dove ogni componente aveva delle mansioni e un coordinatore (io), sta funzionando tutt'ora con fasi alterne di alti e bassi. Personalmente ero curiosa di altre realtà, non mi bastavano i corsi di scrittura creativa seguiti a vari livelli, così ho provato a partecipare a qualche concorso. Ho vinto un primo premio proprio con Penna D'Autore e mi sono inserita nelle sue collane di narrativa e, in seguito, di poesia.
Anche altri miei amici di penna hanno seguito con successo questo tentativo. Poi, su suggerimento di un mio professore, e seguendo l'esempio di altri che già lo avevano fatto, sottoposi un mio lavoro ad una casa editrice il cui critico letterario si dichiarò ben felice di pubblicarlo. L'ho fatto, la casa editrice ha inviato ad altri critici e a riviste letterarie copie del mio testo e ho ricevuto parecchie e ottime recensioni. Però... ecco c'è il solito però: la distribuzione che raramente la piccola, ma anche media, casa editrice si accolla quando si tratta di un autore sconosciuto. Che fare? Più o meno quello che fanno tutti: proporlo a qualche libreria che, a onor del vero, lo hanno pure venduto. Anzi, lo hanno venduto anche a San Marino, cioè sono andata all'estero. Ma non basta. L'altra strada sono le presentazioni: un paio le ho fatte sempre con buoni riscontri e questo significa che il libro piace, ma non basta. È necessario uscire da Bologna: è quello che sto cercando di fare: trovare associazioni culturali disposte ad ospitare la sottoscritta, che cercherà di ricambiare, assieme al suo libro. Con questo si avrebbero più risultati: fare conoscere il proprio lavoro ad un pubblico più vasto, vendere qualche copia, discutere su altre opportunità nel campo, ideare scambi e gemellaggi. Sto facendo l'esperienza dei gemellaggi con un gruppo di poeti di cui faccio parte; siamo gemellati con un'Associazioni di pittori di Padova, una di poeti siciliani e una di poeti-pittori-scrittori, di Tortoreto Lido con risultati davvero simpatici. È anche un modo di visitare luoghi diversi, conoscere persone nuove e altro ancora.
Forse non è un percorso nuovo e nemmeno originale, però i poeti e gli scrittori sono davvero tanti e riuscire ad emergere, ottenere recensioni anche da critici noti, credo sia già un grosso successo. O forse lo è per me che, come molte persone, sognavo fin da bambina di raggiungere i risultati che ho raggiunto ora. Ho impiegato un po' di anni però...
Ho voluto raccontare la mia esperienza, che, almeno nell'ultima parte, è diventata quella di altri miei amici di penna di «Riflessi e Frammenti». Magari ascoltare altre esperienze può essere interessante e utile. Se ne può parlare.
Per ora invio a te, Nicola, di nuovo tanti auguri, ma li invio anche a tutti i lettori di questa rubrica e chissà che non nasca davvero qualcosa di buono.
Ciao Nicola e grazie per l'ospitalità.
Fosca Andraghetti

 

La collocazione di un libro sul mercato: una goccia in mezzo al mare

Buongiorno a tutti,
ringrazio la Redazione di Penna d'Autore per questo spazio, utile e costruttivo per un sempre più vasto bacino d'utenza, che è quello degli autori, vasto per numero di affluenti e per varietà di talenti che, più o meno pubblicati, si aggiungono ai già esistenti: gli scrittori conclamati.
Ci si può definire scrittori dopo aver pubblicato un romanzo, ed essere apparsi su qualche sito qua e là, più o meno visitato e più o meno commentato da conoscenti-parenti-amicieaffini?
Leggo con interesse le esperienze riportate in questa sezione, la Posta degli Autori, poiché noto che vi sono ancora persone candide e ingenue, che sperano di trovare visibilità nel campo dell'editoria. Non voglio dire che sia come credere a Babbo Natale: non sono nessuno per deludere le aspettative di un altro individuo, credo però che Davide abbia illustrato pienamente il quadro della realtà odierna: [...] non più Mecenati dell'Arte con la A maiuscola (cito "più o meno" testualmente il commento di Davide e lo condivido).
Alcuni grandi scrittori del passato sono stati amati tardi, dopo svariati tentativi ignorati, pubblicazioni post-mortem. Kafka deve il suo successo al suo amico, Max Brod, che ha divulgato i manoscritti de Il Processo e altri ancora, nonostante l'autore fosse contrario, e non è l'unico a seguire questa cinica sorte. A considerazione di ciò, ritengo sia difficile arrivare a una distribuzione capillare, a certi livelli.
E ritengo altresì difficile, a volte opinabile, definire "scrittore" chiunque abbia pubblicato un libro.
Personalmente, mi considero un'aspirante scrittrice, e appartenenti alla mia categoria tutti gli animi sensibili e passionali che sviscerano emozioni dalle proprie esperienze, da ciò che vivono, sentono, odorano e gustano, un'alchimia vagamente paragonabile al genio di Kafka e alla sensibilità di Leopardi, ma anche questo è opinabile: ciò che è Alchimia per me, non lo è per altri dunque, il genio come lo concepisco io, non è un Genio assoluto, ma anche questo, opinabile.
Per finire, in un bacino d'utenza che conta 100 nuove uscite al giorno nel campo editoriale, comprese le case editrici a pagamento (pardòn, si chiama contributo!) mi domando dove possa collocarsi il mio titolo, una goccia in mezzo al mare (passatemi il cliché). Una conoscenza, l'aggancio giusto al momento migliore (non giusto!) diviene allora la "luce che illumina la goccia in mezzo al mare", e questa purtroppo, credetemi, è l'unica Alchimia oggettiva.
Monica Iacobbe

 

Dimentichiamoci l'era dei Mecenati, dei cultori dell'Arte con la «A» maiuscola

Carissimi amici tutti, Egregio direttore, 
condivido pienamente quanto espresso da Daniele Pozzi, Artemisia, Ilaria, Maristella, Elena, Giovanna. È verissimo che per scrivere (e far venire fuori dalla propria vena qualcosa che abbia un minimo di senso) occorre talento, fantasia, intuito, capacità di sintesi, conoscenza della sintassi, eccetera. Per poter scrivere è necessario leggere. Per scrivere bene è necessario aver letto molto (e bene). È pur vero che tutto questo non è garanzia che dalla propria penna vengano fuori conseguentemente e automaticamente dei capolavori. È altresì vero che oggi, secondo la mia modesta opinione moltissimi, troppi, vogliono cimentarsi con la scrittura. Intendo dire che non è mai sbagliato scrivere per se stessi o per una cerchia di amici. Diverso è pretendere che qualcuno pubblichi, distribuisca e curi la nostra opera in maniera esaustiva. Pretendere insomma che il nostro nome e cognome salga per incanto agli onori di tutte le cronache. Sarebbe mera illusione. Ma sono convinto che questo assioma rientri nella comprensione di tutti noi.
Il mio punto di vista si sposta piuttosto verso un'altra angolazione. Sono convinto che nella fittissima selva degli autori (di poesia, di narrativa, di saggistica ) qualcuno meriti attenzione per i contenuti, per lo stile, per l'originalità con i quali emerge dagli standard.
È questo il punto, secondo me. Chi è che deve prendersi la briga di evidenziare in maniera fattiva questi meritevoli? Gli Editori? I Critici letterari? Gli esponenti della Cultura? I Fautori di appositi Premi Letterari? E sulla base di che cosa? Di raccomandazioni politiche? Di ineluttabili esigenze di mercato? Cos'altro?
Carissimi miei, convinciamoci che capacità narrative e investimenti editoriali viaggiano su binari diversi e dunque difficilmente si incontreranno. Colpa dei tempi, della frenesia, della cecità intellettuale, delle connivenze polico-culturali e via discorrendo. 
Da parte mia mi sono messo l'anima in pace. Ben vengano iniziative altamente lodevoli come "Penna d'Autore" e tutto quanto intorno ad essa aleggia. Riconoscenza e gratitudine al dr. Maglione e a tutti  i suoi collaboratori. Partecipiamo nel nostro possibile ai Premi Letterari che in qualche modo ci gratificano, ci rendono protagonisti, ci elevano agli onori di meritevoli giurie, ci immortalano in antologie che qualcuno, in qualche parte del nostro Bel Paese, sicuramente leggerà.
Ma dimentichiamoci, ve lo dico spassionatamente: l'era dei Mecenati, dei cultori dell'Arte con la 'A' maiuscola. Non è più tempo.
Tantissima cordialità a tutti voi.
Ermanno Maria Simonini

 

Incontri fra poeti a Treviso, organizzati dal  Club dell'Amicizia

Caro Nicola,
desidero comunicarti una notizia nuova e bella da parte del gruppo culturale "Club dell'Amicizia" di Treviso, di cui fanno parte circa una trentina di poetesse: ci troviamo una volta al mese,  il primo giovedì di ogni mese; pomeriggi simpatici e interessanti con lettura di poesie proprie e di altri, tratte dai propri libri oppure inedite. Inoltre si trattano temi sociali, culturali, inerenti la vita, il mondo, l'umanità.  Gli incontri si concludono verso le 18,30 con un bel rinfresco. Si tengono anche concerti, mostre di pittura e di poesia nei migliori palazzi di Treviso (Palazzo Scotti e altri), a cui partecipano spesso e ben volentieri il pro-sindaco di Treviso, Gentilini, e altri assessori.
Ma la novità più interessante di questi ultimi giorni è che l'intraprendente poetessa, fondatrice e presidente di questo gruppo simpatico e intelligente, Bruna Sara Bruni,  già partecipe da 30 anni a gli "Amici della Poesia El Sil", sempre di Treviso, ha avuto la bella idea di comprare un microfono per  agevolare maggiormente nella lettura le socie e amiche.
Se c'è qualcuno che volesse prendere parte a questi incontri può scrivermi a questo indirizzo: lauradr48@hotmail.com.
Laura   Da Re

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